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IMPORTANTE
20 Marzo 2007: il gioco riapre oggi ufficialmente dopo
uno hiatus durato qualche mese! Bentornati sull'isola!
PREVIOUSLY ON LOST...
Cosa è successo finora?
Dopo aver tentato di fuggire a bordo della zattera e dopo
l’incontro in mare con gli “Altri”, Sawyer
e Jin si ritrovano di nuovo naufraghi dall’altra parte
dell’isola, mentre Michael riesce a raggiungere l’accampamento
sulla spiaggia, senza riuscire a darsi pace per il rapimento
del figlio.
Nel tentare di raggiungere Jack e gli altri, Sawyer e Jin
si imbattono in quella che sembrerebbe essere un’altra
botola.
Jack, Kate, Hurley e Locke sono riusciti ad aprire il portellone
della botola, ma proprio mentre Kate, con grande disappunto
di Jack, sta per calarsi al suo interno, sono tutti costretti
a scappare, presi dal panico a causa degli strani sussurri
che si sentono sull’isola. L’unico che rimane
impassibile è Locke, deciso ad entrare nella botola
e scoprirne i suoi segreti, ma Jack sembra intenzionato
a fermarlo.
Sawyer e Jin riescono ad entrare nella seconda botola e
camminando per il complicato labirinto di corridoi che si
trova al suo interno, trovano ad un tratto Locke svenuto
a terra: le due botole sono quindi collegate! Non riuscendo
a svegliarlo, decidono di trasportarlo all’esterno
e una volta fuori, dopo ore di cammino attraverso la giungla,
trovano finalmente Jack e Kate.
Il gruppo torna così all’accampamento e Shannon
sembra decisa a vendicarsi per quanto successo al fratellastro,
tentando di uccidere quello che da molti è ritenuto
il responsabile della morte del ragazzo, Locke. Sayid però
riesce prontamente a fermarla.
Locke dice di non ricordare ciò che ha visto nella
botola, ma Jack è sempre più convinto che
l’uomo stia mentendo.
Locke dà un unguento a Sawyer, dicendogli che lo
aiuterà a guarire dalla ferita alla spalla contratta
durante lo scontro in mare con gli “Altri”.
In realtà quell’unguento produrrà nelle
visioni nella mente di Sawyer, che si convincerà
così di aver incontrato un certo Flint all’interno
della botola.
Sayid ha trovato uno degli “Altri” nella foresta
ed è riuscito a farlo prigioniero. L’uomo sembra
chiamarsi proprio Flint, John dice di averlo incontrato
nella botola, ma tutto lascia supporre che i due si conoscessero
già da tempo e che condividano uno strano piano di
cui Locke sembra essere il capo.
D’un tratto si sentono due colpi di pistola provenire
dalla giungla: Locke ha sparato ad un certo Demien, probabilmente
uno degli “Altri”, uccidendolo. Dai discorsi
che i due hanno fatto prima che Demien venisse ucciso, sembra
che anche lui facesse parte del misterioso piano di Locke.
Subito dopo Flint viene condotto nella foresta per essere
interrogato da Sayid.
Charlie intanto cerca di resistere al richiamo dell’eroina
trovata in mezzo alla foresta, nascondendo le statuette
nella sua tenda.
Shannon, pensando di non essere vista, si introduce nella
tenda di Charlie, rubando la statuetta contenente l’eroina,
riprendendo a drogarsi per stare meglio, come aveva già
fatto qualche volta prima di ritrovarsi sull’isola,
ma subito viene scoperta da Sayid.
Charlie si accorge del furto subito e il suo primo pensiero
va a Claire. Se dovesse venire a conoscenza del suo passato,
probabilmente non vorrà più avere niente a
che fare con lui.
Claire nota lo strano comportamento di Charlie e capisce
che il ragazzo le sta nascondendo qualcosa.
Shannon, sotto l’effetto dell’eroina, si abbandona
ad una notte di passione con Sawyer, prima e con Charlie,
poi, dopo aver riportato il secondo sulla strada della droga.
Ora l’obiettivo della ragazza è capire dove
è nascosto l’aereo con le statuette. Charlie
non sembra intenzionato a dirglielo, non vuole che la ragazza
si rovini la vita come ha fatto lui in passato. Per questo
Shannon decide di partire per una solitaria spedizione nella
giungla, subito dopo aver lasciato intuire a Claire quello
che c’è stato tra lei e Charlie.
Shannon viene ritrovata nella foresta da Sayid, priva di
sensi e viene portata da Jack…
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STATS
• Aperto: 25 maggio 2006
• Riaperto: 20 Marzo 2007 • Owners: Sawyer
& Charlie • Members:
7
• Ultimo iscritto: Sun Kwon
• Visite: *loading* PER INIZIARE
Il gioco prevede la scelta di uno dei personaggi presenti nel telefilm
LOST e l'interpretazione di esso tramite pagine di diario. In questo
gioco si interpretano personaggi adulti, alle prese con situazioni
che possono risultare crude o comunque "adulte": ricordatelo
prima di iscrivervi. Il gioco deve quindi rispettare la realtà
del telefilm in tutti i suoi aspetti, nei comportamenti e nelle
situazioni.
Il gioco si ambienta alla fine della prima stagione del
telefilm, è possibile utilizzare anche i personaggi apparsi
nella seconda stagione ma non si tiene conto di eventuali morti
o avvenimenti nel corso di questa. Giochiamo per inventare nuove
trame: non copiamo quelle del telefilm!.
I POST
Per non scombinare i caratteri del layout prima di postare copiate
i vostri post sul blocco note e dopo fate copia e incolla
da lì su splinder. I post vanno scritti in carattere normale
mentre per i flashback, e solo per i flashback, va usato il
corsivo. Rispettate queste due piccole precisazioni, renderete
più semplice agli altri capire i vostri post e li renderete
uguali a quelli degli altri!
PER ISCRIVERSI
Per effettuare l'iscrizione segui queste semplici operazioni:
1. Verifica nella colonna di destra che il personaggio
che vuoi richiedere sia libero (una volta esauriti i personaggi
principali sarà possibile iscriversi con personaggi inventati)
2. Per ottenere il personaggio dovrai stilare
un semplice diario di prova, anche di poche righe (magari non proprio
due, dimostrateci che sapete scrivere!) e inviarcelo.
[ Naturalmente, quello scritto nel diario, non deve necessariamente
essere collegato a quello accaduto nel GdB ]
3. Una volta pronto il diario inviaci una e-mail
compilando i seguenti campi:
Nome:
Personaggio Scelto:
Diario di Prova:
Indirizzo e-mail:
Chi attacca?: (regole...)
Una volta inviato il Diario riceverai al più presto una
mail in cui saprai se sarai stato accettato o meno!
REGOLE
1. E' obbligatorio che vi creiate un account su
Splinder
con il nome del personaggio che avete scelto. Questo non è
un "normale" blog quindi non potete postare con i nick
soliti.
2. Dopo essere stati accettati avete una settimana
di tempo per scrivere il vostro primo post. Le persone che entro
una settimana massimo non faranno avere notizie riguardo la loro
iscrizione al blog et similia verranno nuovamente private del personaggio,
per correttezza nei confronti di altri che potrebbero voler partecipare.
3. Non è possibile inizialmente scegliere
più di un personaggio alla volta. Sarà possibile richiederne
un secondo solo dopo un mese dalla prima iscrizione, e la decisione
sarà comunque rimessa allo staff!
4. Questo è' un blog di tipo descrittivo,
pertanto se non vi piace scrivere è perfettamente inutile
entriate a farne parte, e per scrivere si intende qualcosa di più
che qualche riga buttata lì apposta per tenersi il personaggio,
create situazioni, interagite con i personaggi, fateci sapere che
siete attivi e che volete davvero partecipare!
5. Solo i personaggi non in grassetto sono disponibili.
Chiunque farà richiesta per personaggi già in uso
verrà ignorato.
6. Gli altri giocatori non sono a conoscenza di
ciò che gli altri sopravvissuti scrivono sui loro diari (a
meno che non venga espressamente segnalato da qualcuno il contrario)
7. E' buona norma cercare di leggere i pensieri
dei compagni per tenersi aggiornati su ciò che succede (se
per esempio in un post Jack scrivesse di aver dato un pugno a Sawyer,
quest'ultimo potrà scrivere sul suo diario di essere furioso
per quell'evento, di volersi vendicare ecc... ecc...) Interagendo
insieme ci si diverte sicuramente di più ^_^
8. La questione temporale...direi che il gioco
è ambientato alla fine della prima serie di LOST
9. Chiunque decida di iscriversi dovrà
compilare l'email di richiesta in sua parte ed allegare un file
.txt o .doc contenente una pagina di diario inventata di prova.
10. Chiunque dovesse avere dei problemi (limitazioni
nell'uso del pc o altro) può tranquillamente dirlo: non verrete
obbligati a scrivere in continuazione se non ne avete modo, ma non
verrà tollerata la presenza di chi non risponde nemmeno alla
prima delle mail, non da conferma di voler partecipare, non si registra
su Splinder, ecc... ecc...
11. Tutti gli iscritti che giocano con i personaggi
già presenti nel Telefilm dovranno avere la maggior coerenza
possibile l'allineamento che questi hanno nella serie, senza snaturarli;
così non è invece per gli eventuali personaggi inventati.
12. Sarà possibile proporre, se lo si vuole,
trame generali da portare avanti in gioco con gli altri compagni.
Potete inviarle al mio indirizzo mail. Non vi è un numero
massimo di trame da inviare, chiunque ne abbia in mente può
scriverne quante ne vuole. Possibilmente le trame devono riguardare
tutti i sopravvissuti, o comunque il maggior numero possibile. Chiunque
può parteciparvi, sul forum verranno annunciate le date in
cui si faranno le giocate, questo per evitare che pochi sfortunati
si ritrovino esclusi dagli avvenimenti in gdr on. In caso servisse
sarà possibile istituire un Master Fati che coordini lo svolgimento
del gioco.
13. I membri che cambiano personaggio dovranno
sostenere una prova per farlo, come per i nuovi iscritti. In caso
di mancato superamento, potranno restare comunque in possesso del
loro personaggio primario.
14. E' necessario postare almeno una volta ogni
40 giorni affinchè il personaggio non venga rimosso dalla
lista dei membri. Come già riportato più sopra, chi
avesse problemi nell'uso del pc può avvisarmi via mail. I
personaggi che non daranno notizie e "spariranno" dal
blog per un lasso di tempo superiore ai 40 giorni, verranno automaticamente
rimossi.
15. Per rispetto alla sensibilità altrui
è gradito evitare scene di cattivo gusto, pedofilia e pornografia.
In questo gioco tuttavia si interpretano personaggi adulti e tra
l'altro in una situazione non proprio normale, possono quindi esserci
nelle pagine scritte situazioni forti o descrizioni molto realistiche,
è necessario valutare questo prima di iscriversi.
16. Alla Domanda "Chi attacca?" nel
form per l'iscrizione dovete rispondere "L'orso Polare"
per dimostrare che avete letto tutto il regolamento! |
mercoledì, 31 maggio 2006 |
postato da JamesSawyerFord
| commenti (2)
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“Ed è stato solo questo per te?” urla Melissa scagliando un vaso di vetro contro la parete mentre le lacrime le rigano il volto, mi abbasso per evitarlo e porto le mani in avanti cercando di dire qualcosa… “Sei un inutile figlio di puttana!” urla con il viso rosso e gli occhi cupi verso di me.
“Cosa ti aspettavi Cenerentola, il principe azzurro? Ti aspettavi che uno che viene a letto con te la sera stessa in cui ha conosciuto il tuo cognome lo facesse per amore e non per i soldi di papino? Hai trovato l’idiota sbagliato bellezza…” le dico con voce roca e lo sguardo assente posato su di lei.
Di nuovo qualcosa viene scagliato contro la parete dietro di me e ancora una volta mi sposto per evitarlo.
“Esci di qui!!!!!!! Esci immediatamente di qui!” urla senza più alcun ritegno mentre prendo la mia borsa dalla sedia e senza aggiungere nulla esco richiudendo pesantemente la porta alle mie spalle.
Sto scendendo le scale quando la sento urlare “Non finisce così Sawyer…ti troverò…non finisce così…”
La ignoro salendo in macchina e alzando il volume dello stereo al massimo.
“Hey mangia riso dove cazzo stiamo andando?” chiedo rivolto a Jin che avanza fin troppo sicuro nella giungla, lui si gira e mi guarda perplesso “Già certo…sfortunatamente siamo a corto di traduttori universali su questa fottuta isola…” commento e gli faccio cenno di proseguire.
Continuiamo ad arrancare nella sterpaglia, tra le foglie verdi e bagnate. Non so da quanto stiamo camminando, ore, e ore ma ormai vedo il cielo che si schiarisce al di là delle fronde degli alberi.
Siamo in una radura quando qualcosa alle nostre spalle, all’inizio sembra solo il sibilo del vento, poi qualcosa di più, qualcosa che riesco a riconoscere come dei sussurri.
Jin si ferma all’improvviso e si guarda intorno spaesato e terrorizzato; inizia ad urlare qualcosa nella sua dannata lingua ed in pochi secondi gli sono addosso con una mano gli tappo la bocca, con l’altra gli faccio cenno di tacere.
Cala il silenzio e poi di nuovo, questa volta più forti, sussurri e sibili, echi simili a voci si espandono alle nostre spalle.
“Scappa!” urlo iniziando a correre e vedo Jin lanciarsi velocemente dietro di me, raggiungiamo i limiti della radura e poi ci inoltriamo nella giungla.
I rami duri e appuntiti mi sferzano addosso ma non mi fermo e sento la corsa veloce di Jin alle mie spalle mentre grida qualcosa che non riesco a comprendere…
Sto guidando lungo una statale del Messico, subito dopo il confine, quando mi accorgo che quella macchina, quella Cadillac verde è ancora dietro di me, mi segue da quando ho lasciato l’albergo ed ha fatto sosta in ogni luogo dove mi sono fermata seguendo ogni mio movimento.
Ci lasciamo alle spalle l’ultimo motel, un’altra ora di viaggio prosegue con il nulla a destra e a sinistra della mia macchina, poi ad un certo punto un furgone rosso appare all’orizzonte, non tocco i pedali mantenendo la mia andatura, nel momento in cui incrociamo vedo qualcosa al finestrino, qualcosa che conosco fin troppo bene, la canna di una pistola.
Spara un colpo ma riesco ad abbassarmi sbandando soltanto di qualche metro, poi il silenzio per pochi istanti poi ricomincia una scarica di proiettili questa volta da dietro.
Guardo lo specchietto cercando però di rimanere basso per non farmi colpire, il furgone mi segue ed anche la Caddilac, da entrambe le vetture piovono proiettili contro la mia macchina.
Accelero cercando di tenermi in carreggiata ma è difficile.
All’improvviso la macchina sbanda sulla destra, la gomma è stata bucata, sbando andando fuori strada e finendo la mia corda contro un masso poco distante.
Continuo a correre senza fermarmi, solo alberi e vegetazione davanti a noi, mi guardo intorno e ad un certo punto lo vedo, qualcosa di strano, troppo strano per essere naturale; mi fermo per una frazione di secondo, giusto il tempo di prendere il braccio di Jin e trascinarlo in quella direzione.
Inizio a strappare furiosamente i rovi che mi stanno davanti, i rovi che ricoprono una botola arrugginita. Jin sbraita dice qualcosa.
“Aiutami idiota di un muso giallo!” dico io ed insieme a me inizia a tirare la pesante maniglia.
Una volta, ma non cede, due volte, ed ancora solo scricchiola, tre volte…con un sordo rumore metallico la botola si apre e senza pensarci due volte ci salto dentro, allarmati di nuovo da quei sussurri da quei fruscii che non ci abbandonano.
Jin si cala dopo di me richiudendo sopra la sua testa la botola che con un tonfo sordo e inquietante si incastra nella serratura.
Intorno il buio nient’altro se non il buio e un ritmico ticchettio di gocce d’acqua.
Sopra di noi risuonano alcuni passi, poi qualcuno che cerca di aprire la botola che però sembra essersi incastrata; nel buio senti Jin dire qualcosa, mi tira con violenza facendomi sbattere contro una delle pareti metalliche mentre inizia a correre trascinandomi con sé.
Dopo poco mi fermo ansimante tenendomi la spalla e mi appoggio a un muro, sento un clic improvviso ed intorno a noi la luce; mi scosto allarmato e vedo un interruttore sotto la mia mano.
Le luci si sono accese davanti a noi sei porte che conducono ad altrettanti cunicoli appena illuminati.
I passi rimbombano ancora una volta dietro di noi, guardo il simpatico muso giallo che si guarda alle spalle terrorizzato, è mia la scelta questa volta, con fare deciso imbocco il terzo cunicolo, spinto dai suoni che sui fanno sempre più vicini, inizio a correre e sento dietro di me i passi veloci di Jin.
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domenica, 28 maggio 2006 |
postato da JackShepard
| commenti (1)
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"Dottore mi dica che starà bene la prego". Le lacrime gli rigavano il viso, sembrava stesse per crollare ai miei piedi, sembrava che le sue braccia non potessero reggere quello che stavo per dirgli. Degluitii a fatica e cercai di riprendere fiato "Signor Parker..." iniziai, le parole mi si bloccarono lì, osservai ancora un volta quell'uomo, devastato dal dolore, i tratti deformati dalla disperazione. Piangeva, ancora. "...io, non so come dirglelo ma..." esitai e lui capì subito cosa stavo per dirgli, qualcosa che probabilmente non avrebbe mai voluto ascoltare...con un gesto intintivo ancora fra le lacrime si coprii le orecchie e inizio a pingere più forte "No, no..." mormorava fra i singhiozzi del pianto che ora pagnavano il grigio pavimento della corsia... "...non può essere la mia piccola Candice..."
Scale. Una lunga serie di scale, che verso il basso scendono ripide e fredde. Un sorriso, misto fra nervosismo e spavento, si dipinge sul mio volto. "Cosa diavolo..." solo le uniche parole che riesco a proferire guardando poi verso Locke e Kate. Continua a fissare, incredulo il fondo della botola "Scale?" mormora verso gli altri "Scale..." proferisce secco Locke "...dobbiamo scendere". Sento Kate proporre uno strano piano per calarsi lei al suo interno "Hei hei hei!" dico in preda alla foga "Aspetta! Tu non vai da nessuna parte! Per quanto ne sappiamo potrebbe esserci un mostro anche là sotto..." faccio una lunga pausa per rirpendere fiato "Forse sarebbe meglio tornare prima dagli altri e vedere cosa fare..." aggiunge quindi cercando di portare via Locke dalla botola. Jhon sembra essere però quasi incantato "Dobbiamo scendere..." dice sibillino. Mi avvicino e gli parlo nell'orecchio "Dobbiamo andare...ora!" All'improvviso quel verso. Nella jungla rieccheggia sordo "Andiamo via svelti!" dico inziando a correre verso la spiaggia
"Non c'era nulla da fare Jack e lo sai meglio di me.." disse mio padre serio, mentre a pochi centimetri dal viso mi agitava la forchetta con la quale stava mangiando la sua solita insalata di pomodori. "Lo so, lo so..." risposi scostando gli ultimi cavoletti di bruxelles dalla parte destra del piatto a quella sinistra con un gesto quasi ipnotico. "E allora perchè stai cosi? Che cosa ti prende?" domandò in tono di rimprovero. Alzai lo sguardo ora per fissarlo negli occhi, tutto il rancore che provavo per lui, tutto l'odio, tutta l'amarezza, tutto l'affetto...mi alzai e in fretta percorsi la mensa per tornare al mio reparto.
Il rumuore dell'acqua. Un forte vociare. Sono alle grotte e Kate è qui con me. Il mal di testa comincia a farsi sempre più forte. "Va tutto bene?" mi domanda Kate con un debole sorriso "Sto bene..." rispondo secco scostandomi da lei e cercando Sayid. Mi avvicino a lui e Shannon "L'abbiamo aperta, ma abbiamo un problema..." gli dico in preda quasi al panico "Un problema?" mi domanda alzandosi e avvicinandosi "Locke" Sayid inarca un sopracciglio stranito "Locke?" domanda "Locke" ribadisco io. "Che cosa c'è lì dentro? Armi, cibo?" domanda cuiroso Sayid "Scale..." commento secco "Scale?" apostrofa esterrefatto "Scale!" ribadisco con forza "Cosa c'entra Locke?" domanda in cerca di chiarimenti Sayid "Vuole scendere là sotto...cosi come poche ore fa voleva consegnarsi nelle mani del mostro..." un'occhiata rapida sia a Sayid che a Shannon a pochi passi da lui mi fa capire che i due hanno perfettamente recepito il mio messaggio...
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domenica, 28 maggio 2006 |
postato da KateAusten
| commenti
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“Come che giorno è oggi? Davvero non lo sai?! Dai Generale…non scherzare!” Ho indosso il mio vestito preferito, quello che mi fa sentire una vera principessa, con le maniche a sbuffo e la gonna ampia. E’ il mio compleanno, sto per compiere 7 anni e da tanto aspetto questo momento per indossarlo. Di solito la mamma mi veste come un maschiaccio e mio padre, il Generale come lo chiamano tutti, non perde occasione per ripetermi che sarei stata un ottimo soldato…se solo fossi nata maschio.
“Dai, Kate! Esprimi un desiderio!” La mia famiglia riunita intorno al tavolo grande del soggiorno aspetta impaziente che spenga le candeline. Chiudo gli occhi e ripeto tra me e me “Voglio una bambola…voglio una bambola…” È da quando ho 5 anni che chiedo alla mamma di regalarmi una bambola. Me l’ha promesso, quest’anno finalmente la riceverò!
“Ti piace soldato Kate, eh?” esclama il Generale compiaciuto del suo regalo: una trenino militare riposto in una scatola di cartone. Ho le lacrime agli occhi, vorrei urlare che non mi piace, che volevo una bambola come quelle che ha Julie, con le trecce e i vestiti colorati…ma resto zitta: ho imparato presto cosa significa contraddire il Generale. Corro fuori in giardino per non farmi scorgere a piangere… “È da femminucce, Kate frignare…smettila o ti metto in punizione!” le sue parole mi rimbombano nella testa mentre mi dirigo al fiume. Prendo la scatola di cartone e la getto in acqua…la vedo allontanarsi lentamente trascinata dalla corrente...
“Non starete mica pensando di ficcarvici dentro…?? Cosi?” Hurley sembra terrorizzato dalla botola, continua a farneticare su dei numeri maledetti, ripetendo che presto succederà qualcosa di terribile anche a noi. Locke al contrario sembra disposto a calarsi per primo, ansioso di scoprire cosa nasconde o a cosa porta il condotto; quanto a Jack continua a fissare il buio come in trans. Bisogna decidersi sul da farsi.
“Mi calo io…legatemi una corda attorno ai fianchi e fissatela a questo albero qui, penso che reggerà il mio peso…in questo modo forse…”
“Tu non vai da nessuna parte!” mi interrompe Jack; continua a trattarmi come una femminuccia e questo mi da i nervi. “Non mi serve un babysitter…ho deciso che mi calo e non sarai certo tu ad impedirmelo…” lo guardo negli occhi e scorgo un velo di malinconia nel suo sguardo preoccupato.
Non fa in tempo a rispondermi che si sente risuonare nella jungla di nuovo quel verso angosciante. Si sente un fruscio di foglie misto a ferraglie arrugginite…dopo di che il panico.
“Via di qui!! Venite via!” urla Jack in preda al panico, correndo in direzione della spiaggia. Lo seguo il più veloce possibile, ho il cuore in gola e la gola riarsa. Mi volto indietro e vedo Locke immobile nella sua posizione. “John! Vieni via di lì!! Looocke!!” . Non sembra sentirmi, mi fa cenno di andare. Come fa a restare immobile di fronte al pericolo imminente? Mi precipito nella jungla, correndo a rotta di collo. Sento il pericolo avanzare dietro di me, ancora pochi metri e mi raggiunge di sicuro. Trovo un rifugio di canne e rami secchi accumulati ai piedi di due grossi alberi…mi nascondo lì, sperando di non essere vista… mi raggomitolo in un angolo, nascondendo la testa tra le gambe. “Non ho paura…non ho paura…”
“ ..non ho paura…non ho paura…” continuo a ripetere a voce bassa tra le lacrime: il Generale ha ritrovato la scatola sulla riva del fiume. Non vuole sentire spiegazioni, cerco di giustificarmi ma è tutto inutile: “Tu non apprezzi i miei doni…sei una bambina viziata e questo non lo accetto!” mi dice prima di tirarmi un ceffone.
“…trattieni le lacrime Kate..non piangere…resisti…” mi ripeto nella mente. Chiusa nella cantina, al buio cerco sento il cuore battermi nel petto più forte che mai…non ho paura...non ho paura…
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sabato, 27 maggio 2006 |
postato da CharliePace
| commenti (1)
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Di colpo apro gli occhi. La fronte madida di sudore, intorno solo buio pesto. Mi alzo leggermente, portando tutto il peso sui gomiti e respiro ancora affannosamente. «E' stato solo un brutto sogno, Charlie» mi dico. Dopo qualche minuto mi calmo e la vista comincia ad abituarsi all'oscurità. Vedo Claire che si agita nel sonno e poco lontano la culla di Testa di rapa. «Si chiama Aaron, Charlie, quante volte devo dirtelo?» La voce di Claire mi rimbomba in testa e involontariamente mi sfugge un sorriso.
«Allora ragazze, piaciuto il concerto? Siamo o non siamo la miglior band in circolazione?» «Certo Liam siete i migliori..sei il migliore...» gli risponde una bionda con un fondoschiena da paura, passandogli un braccio intorno alla vita mentre torniamo in camerino. Chiudo il basso nella sua custodia, l'appoggio contro il muro e mi guardo in giro. Mio fratello è su un divano con la bionda, Patrick contro un muro con una mora e una bottiglia di vodka. Mi avvicino allo specchio e guardo la mia immagine riflessa, occhiaie, occhi spenti. Ma quand'è che sono diventato così, quando? Abbasso lo sguardo sul tavolino sotto lo specchio, una scatolina con dell'eroina. Ecco quando.
Mi giro su un fianco, cerco di riprendere sonno, ma non mi riesce. Avvicino a me il mio zaino, lo apro ed è proprio lì, che mi guarda con quegli occhi azzurri e l'aria innocente. «Ma quale mente malata può nascondere l'eroina qui dentro?» penso scuotendo la testa e rimettendo la statuina nello zaino. Non era un brutto sogno, l'ho trovata davvero l'eroina. In questo posto dimenticato da Dio, sono riuscito a trovare dell'eroina, quando ormai pensavo di essermene liberato per sempre, quando pensavo di essermene disintossicato. Che schifo. Riapro lo zaino, la tentazione e forte, fortissima. Poi sento Aaron piangere. Non posso farlo, no. Devo badare a lui e un tossico non può certo prendersi cura di un bimbetto di poche settimane.
Prendo la scatolina, me la rigiro tra le mani. Come può una cosa apparentemente così insignificante creare tanta dipendenza? «Ehi Charlie, passa quella roba! Non vorrai mica tenertela tutta per te, vero?» Di scatto mi giro e la lancio contro mio fratello. «No, tienitela pure, razza di idiota!» Lui mi guarda e ride, io esco dalla stanza sbattendomi la porta alle spalle.
Claire dorme, così ho deciso di alzarmi io a vedere perchè Aaron piange. Lo prendo in braccio e mi allontano un po'dagli altri, per non far svegliare tutti. «E dai, Testa di rapa, non piangere...» dico cullando il bambino dolcemente. Cavolo, da quando Sawyer se n'è andato è quasi impossibile farlo smettere di frignare. «Ma come faceva ad esserti così simpatico Saw...» Non faccio in tempo a finire la frase, che sento un urlo provenire dalla spiaggia. «WALT!» Walt?? «Chi c'è? Chi sei?» urlo a mia volta, tenendomi però a debita distanza. Non vedo un accidente, non so chi sia ad urlare così e io ho con me Aaron. E poi Walt è andato via, salpato con la zattera, chi cavolo è che lo cerca? «Charlie, Charlie!» la voce si fa più vicina, finchè un uomo non mi viene in contro. Stenta a reggersi in piedi, il respiro affannoso, i vestiti bagnati. «Michael? Ma che diavolo...? La zattera? Gli altri? Che è successo?» Chiedo tutto d'un fiato. «Walt...dimmi che hai visto Walt...» dice mentre la sua voce si fa sempre più debole e cade in ginocchio ai miei piedi. «Calmati Michael! Sei ferito... - dico notando una macchia di sangue sulla sua camicia - Vado a chiamare gli altri, Jack, Kate...gli altri...non ti muovere...» dico iniziando a correre in direzione delle grotte. Non ho capito cosa sia successo, ma di sicuro non è una bella cosa. Vedendo Michael sulla spiaggia, tutte le mie speranze sono crollate, le mie speranze di tornare nel mondo civile.
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sabato, 27 maggio 2006 |
postato da JamesSawyerFord
| commenti
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“La vedi quella? È un pesce grosso, la figlia di Laurence Fishcars…” mi dice Craig sistemandosi gli occhiali da sole e bevendo un sorso di Martini.
“L’ho incrociata ieri sera al ristorante…” rispondo senza staccare il mio sguardo dalla spiaggia dove quella donna dai capelli corvini parla con il cameriere che regge in mano un vassoio pieno di bicchieri sporchi.
“Quella è una sfida Sawyer…sei sicuro di farcela?” ride il mio interlocutore mentre con calma mi levo gli occhiali e li appoggio sul tavolo.
“Potrei incastrare anche tua figlia se lo volessi Craig…ho forse l’ho già fatto…” rispondo alzandomi dalla sedia e iniziando a camminare verso la spiaggia.
La donna si è alzata ed è ora in riva al mare, con i piedi nell’acqua e le braccia incrociate al petto, fissa l’orizzonte una barca a vela che naviga verso il largo.
Mi avvicino e sento l’acqua inizialmente gelida sui piedi, metto le mani in tasca prima di iniziare a parlare…
Brucia.
La gola, secca, sento il viso bruciare in ogni parte, la spalla viene trafitta da un dolore lancinante non appena provo a muovervi. Tossisco e sento il sapore del sale dell’acqua sgorgarmi dalla bocca; apro gli occhi ma li richiudo immediatamente venendo accecato dalla luce.
Tossisco di nuovo imprecando contro quella schifosissima acqua salata.
Dopo aver tratto un profondo respiro riapro gli occhi facendomi schermo con la mano sinistra, davanti a me soltanto il mare; giro la testa e alle mie spalle vedo l’isola, sabbia, la vegetazione.
Tossisco di nuovo mettendomi a sedere ma la spalla mi fa così male da rendere difficile il reprime un urlo, la guardo e vedo la camicia bagnata e imbrattata di sangue, sposto il tessuto nero e vedo il foro di entrata di un proiettile, non c’è nessun foro d’uscita dalla parte opposta, quello schifoso bozzolo di metallo è ancora dentro e fa un male cane.
Tossisco e sento ancora il nauseante sapore dell’acqua di mare in bocca, provo ad alzarmi e per qualche istante riesco a mantenere l’equilibrio prima di ripiombare a terra sbattendo violentemente la testa sulla sabbia.
“Cazzo!” impreco rivolto al cielo; mi guardo la gamba destra e vedo un taglio non troppo profondo.
Mi rimetto a sedere e la spalla brucia ancora di più, devo togliere il proiettile in qualche modo.
Mi guardo attorno ma a parte alghe e conchiglie non c’è nient’altro, poco distante da me un rottame della zattera, mi trascino fino là e stacco un pezzo di metallo abbastanza acuminato da permettermi di entrare nella ferita.
Strappo un pezzo della camicia e lo metto in bocca prima di infilare le dita nella ferita per sentire dove è il proiettile.
Fottuti pescatori con le loro fottute pistole…
Lo sento, sento il metallo freddo contro le mie dita mentre per impedirmi di urlare stringo i denti tanto forte da aver paura di romperli; vedo il sangue scendere a fiotti dalla ferita.
Dopo qualche istante prendo il rottame acuminato e inizio a cercare di levare quel cazzo di proiettile, l’ultima cosa che vedo prima di perdere i sensi per il dolore è il rosso del mio sangue sulla sabbia alla mia destra.
Quando riapro gli occhi la luce è aranciata, dietro di me il cielo inizia a diventare scuro, sento un’altra fitta lancinante alla spalla ma voltandomi vedo che prima di svenire sono riuscito a togliere il proiettile; prendo un pezzo della camicia e lo premo legandolo contro il foro d’entrata prima di rimettermi in piedi.
La spiaggia attorno a me è vuota, nessun segno di Micheal, di Jin o del bambino….
Walt…hanno preso Walt, Capitan Findus e la sua schiera di fottuti marinai hanno preso Walt…
“MICHEAL!” urlo rivolto prima verso il mare poi verso la vegetazione.
Nessuna risposta, urlo, urlo di nuovo il suo nome e quello di Jin prima di iniziare a camminare nella foresta. Arranco tenendo una mano premuta contro la spalla, imprecando ad ogni passo che faccio per le fitte che mi attraversano il corpo.
Ho smesso di urlare, non ho ancora capito se in questa foresta è meglio essere sentiti oppure passare del tutto inosservati.
In un attimo si apre davanti a me una radura, due alberi grossi e altissimi troneggiano al centro, legato a quello di destra, bendato e presumibilmente incosciente Jin.
“JIN!” urlo muovendo qualche passo più veloce prima di lasciarmi cadere in ginocchio davanti a lui; gli levo di scatto il cappuccio che ha sulla testa che giace inclinata verso destra con un rivolo di sangue che gli scorre dalla tempia.
“JIN!” ripeto senza ottenere risposta. Lo scuoto per le spalle finchè all’improvviso apre gli occhi lasciandosi scappare un urlo che rimbomba tra gli alberi.
Si guarda intorno come impazzito parlando in quella sua cazzo di lingua di cui non capisco niente.
“Ok…ok…senti muso giallo adesso smettila!” gli dico cercando di calmarlo e lui si zittisce fissandomi
“Micheal?” chiede poi e io scuoto la testa.
“Non ho idea di dove sia…” dico prima di slegargli le braccia.
Si massaggia i polsi vigorosamente iniziando di nuovo a parlare in coreano.
“Amico…senti piantala non capisco un accidente di quello che dici…” sbotto alzandomi in piedi.
“Campo…” dice lui allora una direzione.
“Figurati se questo muso giallo ha idea di dove cazzo dobbiamo andare…” borbotto appoggiandomi all’indietro contro il tronco dell’albero; ormai è buio e muoversi in questa foresta senza luce equivarrebbe a volersi suicidare, ma Jin mi prende per un braccio iniziando a camminare.
Sono seduto su una sedia di vimini i piedi appoggiati sul balcone davanti a me, il fumo della sigaretta che ho appoggiato al posacenere mi passa vorticoso davanti agli occhi mentre porto alle labbra un bicchiere di rhum.
Davanti il mare e la pineta dell’albergo che da questa altezza sembra un sorta di giungla, alle mie spalle da dentro la camera sento solo il rumore della doccia che si spegne e pochi minuti dopo Melissa Fishcars che esce in terrazza preceduta dal profumo del bagnoschiuma al cocco.
“Allora straniero cosa trovi di tanto interessante nel fissare il buio?” mi chiede sedendosi nella sedia accanto alla mia accavallando le gambe di modo che i lembi dell’accappatoio scivolino lentamente ai lati lasciando scoperta la pelle abbronzata.
“Niente…non sono un amante del buio…” rispondo “Preferisco guardarlo che trovarmici dentro…” continuo e sento una risata bassa provenire da lei mentre si alza nuovamente dalla sedia fermandosi accanto a me e mettendomi una mano sulla spalla.
“Vado a dormire…” dice abbassandosi per appoggiare le labbra sulle mie lasciando intravedere l’ampia scollatura dell’accappatoio.
“Ti aspetto a letto…vedi di non perderti nel buio…” conclude rientrando nella stanza.
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