IMPORTANTE

20 Marzo 2007: il gioco riapre oggi ufficialmente dopo uno hiatus durato qualche mese! Bentornati sull'isola!

PREVIOUSLY ON LOST...

Cosa è successo finora?

Dopo aver tentato di fuggire a bordo della zattera e dopo l’incontro in mare con gli “Altri”, Sawyer e Jin si ritrovano di nuovo naufraghi dall’altra parte dell’isola, mentre Michael riesce a raggiungere l’accampamento sulla spiaggia, senza riuscire a darsi pace per il rapimento del figlio.
Nel tentare di raggiungere Jack e gli altri, Sawyer e Jin si imbattono in quella che sembrerebbe essere un’altra botola.
Jack, Kate, Hurley e Locke sono riusciti ad aprire il portellone della botola, ma proprio mentre Kate, con grande disappunto di Jack, sta per calarsi al suo interno, sono tutti costretti a scappare, presi dal panico a causa degli strani sussurri che si sentono sull’isola. L’unico che rimane impassibile è Locke, deciso ad entrare nella botola e scoprirne i suoi segreti, ma Jack sembra intenzionato a fermarlo.
Sawyer e Jin riescono ad entrare nella seconda botola e camminando per il complicato labirinto di corridoi che si trova al suo interno, trovano ad un tratto Locke svenuto a terra: le due botole sono quindi collegate! Non riuscendo a svegliarlo, decidono di trasportarlo all’esterno e una volta fuori, dopo ore di cammino attraverso la giungla, trovano finalmente Jack e Kate.
Il gruppo torna così all’accampamento e Shannon sembra decisa a vendicarsi per quanto successo al fratellastro, tentando di uccidere quello che da molti è ritenuto il responsabile della morte del ragazzo, Locke. Sayid però riesce prontamente a fermarla.
Locke dice di non ricordare ciò che ha visto nella botola, ma Jack è sempre più convinto che l’uomo stia mentendo.
Locke dà un unguento a Sawyer, dicendogli che lo aiuterà a guarire dalla ferita alla spalla contratta durante lo scontro in mare con gli “Altri”. In realtà quell’unguento produrrà nelle visioni nella mente di Sawyer, che si convincerà così di aver incontrato un certo Flint all’interno della botola.
Sayid ha trovato uno degli “Altri” nella foresta ed è riuscito a farlo prigioniero. L’uomo sembra chiamarsi proprio Flint, John dice di averlo incontrato nella botola, ma tutto lascia supporre che i due si conoscessero già da tempo e che condividano uno strano piano di cui Locke sembra essere il capo.
D’un tratto si sentono due colpi di pistola provenire dalla giungla: Locke ha sparato ad un certo Demien, probabilmente uno degli “Altri”, uccidendolo. Dai discorsi che i due hanno fatto prima che Demien venisse ucciso, sembra che anche lui facesse parte del misterioso piano di Locke.
Subito dopo Flint viene condotto nella foresta per essere interrogato da Sayid.
Charlie intanto cerca di resistere al richiamo dell’eroina trovata in mezzo alla foresta, nascondendo le statuette nella sua tenda.
Shannon, pensando di non essere vista, si introduce nella tenda di Charlie, rubando la statuetta contenente l’eroina, riprendendo a drogarsi per stare meglio, come aveva già fatto qualche volta prima di ritrovarsi sull’isola, ma subito viene scoperta da Sayid.
Charlie si accorge del furto subito e il suo primo pensiero va a Claire. Se dovesse venire a conoscenza del suo passato, probabilmente non vorrà più avere niente a che fare con lui.
Claire nota lo strano comportamento di Charlie e capisce che il ragazzo le sta nascondendo qualcosa.
Shannon, sotto l’effetto dell’eroina, si abbandona ad una notte di passione con Sawyer, prima e con Charlie, poi, dopo aver riportato il secondo sulla strada della droga. Ora l’obiettivo della ragazza è capire dove è nascosto l’aereo con le statuette. Charlie non sembra intenzionato a dirglielo, non vuole che la ragazza si rovini la vita come ha fatto lui in passato. Per questo Shannon decide di partire per una solitaria spedizione nella giungla, subito dopo aver lasciato intuire a Claire quello che c’è stato tra lei e Charlie.
Shannon viene ritrovata nella foresta da Sayid, priva di sensi e viene portata da Jack…

STATS

• Aperto: 25 maggio 2006
• Riaperto: 20 Marzo 2007
• Owners: Sawyer & Charlie
• Members: 7
• Ultimo iscritto: Sun Kwon
• Visite: *loading*

PER INIZIARE

Il gioco prevede la scelta di uno dei personaggi presenti nel telefilm LOST e l'interpretazione di esso tramite pagine di diario. In questo gioco si interpretano personaggi adulti, alle prese con situazioni che possono risultare crude o comunque "adulte": ricordatelo prima di iscrivervi. Il gioco deve quindi rispettare la realtà del telefilm in tutti i suoi aspetti, nei comportamenti e nelle situazioni.
Il gioco si ambienta alla fine della prima stagione del telefilm, è possibile utilizzare anche i personaggi apparsi nella seconda stagione ma non si tiene conto di eventuali morti o avvenimenti nel corso di questa. Giochiamo per inventare nuove trame: non copiamo quelle del telefilm!.

I POST

Per non scombinare i caratteri del layout prima di postare copiate i vostri post sul blocco note e dopo fate copia e incolla da lì su splinder. I post vanno scritti in carattere normale mentre per i flashback, e solo per i flashback, va usato il corsivo. Rispettate queste due piccole precisazioni, renderete più semplice agli altri capire i vostri post e li renderete uguali a quelli degli altri!

PER ISCRIVERSI

Per effettuare l'iscrizione segui queste semplici operazioni:

1. Verifica nella colonna di destra che il personaggio che vuoi richiedere sia libero (una volta esauriti i personaggi principali sarà possibile iscriversi con personaggi inventati)

2. Per ottenere il personaggio dovrai stilare un semplice diario di prova, anche di poche righe (magari non proprio due, dimostrateci che sapete scrivere!) e inviarcelo.
[ Naturalmente, quello scritto nel diario, non deve necessariamente essere collegato a quello accaduto nel GdB ]

3. Una volta pronto il diario inviaci una e-mail compilando i seguenti campi:

Nome:
Personaggio Scelto:
Diario di Prova:
Indirizzo e-mail:
Chi attacca?: (regole...)

Una volta inviato il Diario riceverai al più presto una mail in cui saprai se sarai stato accettato o meno!

REGOLE

1. E' obbligatorio che vi creiate un account su Splinder con il nome del personaggio che avete scelto. Questo non è un "normale" blog quindi non potete postare con i nick soliti.

2. Dopo essere stati accettati avete una settimana di tempo per scrivere il vostro primo post. Le persone che entro una settimana massimo non faranno avere notizie riguardo la loro iscrizione al blog et similia verranno nuovamente private del personaggio, per correttezza nei confronti di altri che potrebbero voler partecipare.

3. Non è possibile inizialmente scegliere più di un personaggio alla volta. Sarà possibile richiederne un secondo solo dopo un mese dalla prima iscrizione, e la decisione sarà comunque rimessa allo staff!

4. Questo è' un blog di tipo descrittivo, pertanto se non vi piace scrivere è perfettamente inutile entriate a farne parte, e per scrivere si intende qualcosa di più che qualche riga buttata lì apposta per tenersi il personaggio, create situazioni, interagite con i personaggi, fateci sapere che siete attivi e che volete davvero partecipare!

5. Solo i personaggi non in grassetto sono disponibili. Chiunque farà richiesta per personaggi già in uso verrà ignorato.

6. Gli altri giocatori non sono a conoscenza di ciò che gli altri sopravvissuti scrivono sui loro diari (a meno che non venga espressamente segnalato da qualcuno il contrario)

7. E' buona norma cercare di leggere i pensieri dei compagni per tenersi aggiornati su ciò che succede (se per esempio in un post Jack scrivesse di aver dato un pugno a Sawyer, quest'ultimo potrà scrivere sul suo diario di essere furioso per quell'evento, di volersi vendicare ecc... ecc...) Interagendo insieme ci si diverte sicuramente di più ^_^

8. La questione temporale...direi che il gioco è ambientato alla fine della prima serie di LOST

9. Chiunque decida di iscriversi dovrà compilare l'email di richiesta in sua parte ed allegare un file .txt o .doc contenente una pagina di diario inventata di prova.

10. Chiunque dovesse avere dei problemi (limitazioni nell'uso del pc o altro) può tranquillamente dirlo: non verrete obbligati a scrivere in continuazione se non ne avete modo, ma non verrà tollerata la presenza di chi non risponde nemmeno alla prima delle mail, non da conferma di voler partecipare, non si registra su Splinder, ecc... ecc...

11. Tutti gli iscritti che giocano con i personaggi già presenti nel Telefilm dovranno avere la maggior coerenza possibile l'allineamento che questi hanno nella serie, senza snaturarli; così non è invece per gli eventuali personaggi inventati.

12. Sarà possibile proporre, se lo si vuole, trame generali da portare avanti in gioco con gli altri compagni. Potete inviarle al mio indirizzo mail. Non vi è un numero massimo di trame da inviare, chiunque ne abbia in mente può scriverne quante ne vuole. Possibilmente le trame devono riguardare tutti i sopravvissuti, o comunque il maggior numero possibile. Chiunque può parteciparvi, sul forum verranno annunciate le date in cui si faranno le giocate, questo per evitare che pochi sfortunati si ritrovino esclusi dagli avvenimenti in gdr on. In caso servisse sarà possibile istituire un Master Fati che coordini lo svolgimento del gioco.

13. I membri che cambiano personaggio dovranno sostenere una prova per farlo, come per i nuovi iscritti. In caso di mancato superamento, potranno restare comunque in possesso del loro personaggio primario.

14. E' necessario postare almeno una volta ogni 40 giorni affinchè il personaggio non venga rimosso dalla lista dei membri. Come già riportato più sopra, chi avesse problemi nell'uso del pc può avvisarmi via mail. I personaggi che non daranno notizie e "spariranno" dal blog per un lasso di tempo superiore ai 40 giorni, verranno automaticamente rimossi.

15. Per rispetto alla sensibilità altrui è gradito evitare scene di cattivo gusto, pedofilia e pornografia. In questo gioco tuttavia si interpretano personaggi adulti e tra l'altro in una situazione non proprio normale, possono quindi esserci nelle pagine scritte situazioni forti o descrizioni molto realistiche, è necessario valutare questo prima di iscriversi.

16. Alla Domanda "Chi attacca?" nel form per l'iscrizione dovete rispondere "L'orso Polare" per dimostrare che avete letto tutto il regolamento!

venerdì, 30 giugno 2006

postato da KateAusten | commenti (4)

«Buon giorno, Flint .... vedo che non hai imparato nulla di quello che ti ho insegnato!!!»

Ascolto incredula le parole che Locke scambia col prigioniero, Flint: incredibile, sembra conoscerlo. Dice di averlo visto di sotto, nel labirinto ma a quanto pare Sawyer non è d’accordo.

«Noi non l’abbiamo mai visto questo figlio di puttana nel labirinto…»

Se non era lì sotto da dove diavolo è spuntato fuori allora? E come si spiega che il nostro cacciatore sappia il suo nome. Mente spudoratamente. Ne sono certa. Jack si scaglia contro di lui. Non può continuare con la sua politica minatoria, è tutto inutile: se Locke sa qualcosa non è certo così che gli caverà qualcosa di bocca. Il suo atteggiamento mi da sui nervi,soprattutto dopo la nostra ultima conversazione. Se c’è una persona che deve mantenere i nervi saldi quello è Jack. Ha bisogno di riposare, è visibilmente affaticato, mentalmente più che fisicamente.

Resto a guardarlo mentre con un gesto di stizza si allontana verso la costa, evidentemente sopraffatto dalla rabbia di non riuscire a gestire la situazione. Non è semplice. Specie per chi come lui sente addosso tutto il peso della responsabilità.

Lo capisco fin troppo bene.

 

 

«Kate conto su di te…la tua bravata ha avuto il suo degno epilogo! Ora non puoi scappare. Ricorda che sei mia figlia: non andrai mai tanto lontano da poter sfuggire al mio controllo » Il generale è riuscito a trovarci, nonostante l’aiuto di Tom ora sono sul furgone che mi condurrà in tribunale. Mi ripete per l’ennesima volta quello che si aspetta da me, le sue parole smielate non fanno che ricordarmi quanta menzogna trasuda da quell’uomo. Non oso nemmeno immaginare cosa succederebbe se vuotassi il sacco, se dicessi quello che ho visto quella sera in quel maledetto scantinato. Ma ci sono cose più importanti che in questo momento mi pesano sulla coscienza.

«Cosa succederà a Tom? Se permetti ai tuoi uomini di…» Non faccio in tempo a finire la frase che mi ritrovo il suo palmo freddo e pesante contro la guancia. Stringo i denti per trattenere le lacrime e la rabbia.

« Non ti ho insegnato niente, eh? Dipende tutto da te, bambina…Se pretendi rispetto devi sudartelo! Cosa penserebbe tua madre se le dicessi cosa stavate facendo voi due nella tua camera?!» Resto in silenzio. So di essere innocente.

 

 

«Locke continua a non volere parlare…» dico rivolta a Sawyer che siede sulla spiaggia poco distante da Claire e Charlie. Non posso fare a meno di notare il dottore seduto in riva al mare a fissare il vuoto. Devo parlarci, non posso abbandonarlo così.

«Pensi di usarlo?» chiedo a Sawyer che ha tutta l’aria di volersi spalmare quella roba che Locke gli ha gentilmente regalato sulla ferita. Io non mi fiderei. Ma stiamo parlando di Sawyer, quell’uomo sembra davvero non aver nessuna paura di quello che potrebbe accadergli. C’è da riconoscerglielo. Mi propongo di spalmargli l’unguento appiccicoso non senza ricevere una delle sue alludenti frecciatine.

«Vado a parlare con Jack…» dico alzandomi e dirigendomi verso la riva.

«Buona fortuna Wonder Woman…magari il nostro Superman a te darà ascolto» sarebbe anche l’ora.

Metto da parte il mio orgoglio e mi avvicino al dottore.

«Posso?» mi fa cenno di si, continuando a fissare un punto all’orizzonte. Attimi di silenzio, poi mi decido a parlare.

«Cosa c’è Jack? Insomma cos’hai?...non ti ho mai visto così. È difficile mantenere la calma in una situazione del genere, hai la mia piena comprensione..ma sai benissimo che continuando così non ci ricaverai niente. Sono dalla tua parte…»

Annuisce, continuando a restare in silenzio. Jack cosa ti passa per la testa?...Pagherei oro per riuscire a capire cosa ti turba…

Poi mi rivolge uno sguardo severo. «Cosa puoi saperne tu di responsabilità, eh? Kate? È da quando siamo naufragati su questo ridicolo sputo di terra che sfuggi a qualunque mia domanda o richiesta d’aiuto…come…come pensi di poter minimamente capire la mia situazione?...»

Il sangue mi si raggela nella vene. Il suo sguardo mi trafigge, toccandomi nel profondo, in quella parte di me che è ancora vincolata saldamente al passato. È lo scotto da pagare, Kate, il prezzo di una vita vissuta a scappare da te stessa, più che dagli altri. Vorrei alzarmi e scomparire nel nulla. Non ha torto. Quello che dice è la cosa più vera ed autentica che abbia mai sentito, ma…ma quest’isola mi ha cambiata. L’isola mi ha messo faccia a faccia con la realtà. Mi ha dato una seconda possibilità…non posso mandare tutto all’aria di nuovo. Resto immobile fissando il viso corrucciato di Jack, stanco e visibilmente infastidito dalla mia presenza.

È in attesa di una mia risposta.

«Una volta…una volta hai detto che quello che siamo stati non conta…insomma, che siamo morti tutti su quel volo per rinascere a nuova vita. Ma è chiaro che per me il discorso non vale…come può una detenuta, scortata da un federale, poter finalmente cambiar vita e decidere di restare anzicchè scappare in eterno? Come…come le si può dare fiducia?» Alzo lo sguardo, rimasto fisso a terra per tutto il tempo. Poi continuo. «Tu hai creduto in me…tu mi hai dato fiducia! Jack…tu…tu sei importante per me

 

 

«…Giura di dire la verità, nient’altro che la verità in onore di Dio, dica Lo giuro…»

Gli occhi di tutti sono puntati su di me, il giudice dall’alto della sua postazione mi guarda arcigno nella sua toga nera. Scruto l’aula del tribunale e incontro i suoi occhi, gli occhi del Generale, seduto in prima fila insieme ad un giovane occhialuto avvocato, intento a sfogliare cumuli di scartoffie. Mi guarda, mimando un finto senso di colpa. Dietro i suoi stanchi occhi azzurri posso carpire il lampo della sua spietata falsità, freddo e incorruttibile fino alla fine mi fa cenno di rispondere. Non voglio. Non coprirò le sue nefandezze. Non vedo perché dovrei…poi alzo di poco lo sguardo: il volto in lacrime della mamma. Piange continuando a fissare il soffitto, come in attesa di un intervento celeste.

«..deve dire Lo giuro…signorina…» la voce del giudice mi arriva all’orecchio.

Con un filo di voce sussurro« Lo giuro..»

Lo faccio per  lei, non voglio che peggiori di nuovo. Ho bisogno di lei, non posso rischiare di perdere la mamma.

E poi c’è Tom. Lui è importante per me.

 

 

I suoi occhi rimangono a fissarmi, come rapiti da un senso di meraviglia. «Kate…io…mi dispiace…» dice e una lacrima gli riga il volto segnato dalla stanchezza. «Sono stanco…stanco di combattere contro tutto e tutti…non ho più voglia di pensare a quello che potrebbe o non potrebbe succederci, non voglio sapere chi diavolo sono questi maledetti che hanno attaccato la zattera e rapito Walt…e nemmeno mi importa di sapere cosa diavolo ha in mente quel pazzo visionario di Locke…non posso…non ce la faccio a continuare a fare tutto da solo…sono esausto…» finalmente lo sfogo è arrivato.

 «Non sei solo Jack… non lo sei mai stato! Fin dall’inizio tutti ci siamo affidati a te..» gli dico.

«Tutti tranne John…non riesco ad entrare nella sua testa, chissà cosa sa e cosa ci nasconde…la botola, il labirinto…è successo tutto  troppo in fretta e senza che nessuno se lo aspettasse…nessuno tranne lui! Sapeva tutto dall’inizio…ne sono certo!» esclama sconcertato.

«Ma non era solo nel labirinto…che mi dici di Sawyer e Jin? L’hanno trovato svenuto, certo, ma qualcosa avranno pur sentito o visto…di loro ti puoi fidare! Se Locke non vuole parlare, che se ne stia pure in silenzio…troveremo il modo di saperne di più. Sono certa che interrogando Flint ne caveremo qualcosa...Non perdere la speranza!» Sono io che parlo? È davvero Kate che sta pronunciando queste parole?! Una così rosea previsione per uno scenario a dir poco apocalittico. Di certo non è quello che avrebbe detto la vecchia Kate. Probabilmente non sarebbe qui a quest’ora.

Jack sorride. «Bhè, era ora!» esclamo sorridendo a mia volta. «Non vedevo i tuoi denti tutti insieme da molto…»

Il sole tramonta all’orizzonte. Mi avvicino a Jack e poggio la testa sulla sua spalla guardando gli ultimi raggi di sole riflettersi sul pelo dell’acqua. Mi cinge la vita mentre restiamo in silenzio.

 

Uno sparo. Proviene dalla jungla. Io e Jack ci scambiamo uno sguardo. «Locke...» dico, prima di alzarmi e correre verso la radura. Mi volto cercando il dottore che mi segue. Ha uno sguardo diverso. Sembra sereno. Gli tendo la mano e lui me la stringe.

La radura…ci siamo tutti…a terra due cadaveri riversi nel fango sovrastati dalla figura di Locke che impugna una pistola.

 

martedì, 27 giugno 2006

postato da JamesSawyerFord | commenti (5)

“Buon giorno, Flint .... vedo che non hai imparato nulla di quello che ti ho insegnato!!!”. La voce di Locke risuona per la spiaggia…
“Locke conosci quest’uomo?” la voce di Jack si insinua con tono accusatorio…Locke non risponde.
L’uomo chiamato Filnt è a terra in ginocchio con le mani legate dietro la schiena, il viso sporco di sangue e terra il nostro caro Sayid deve avergliele date di santa ragione.
Lo sguardo è fisso, senza un velo di paura, gli occhi azzurri, chiari e glaciali, indossa una maglia mezza strappata di cui ormai non si riconosce neanche più il colore…
“Locke ti ho chiesto come cazzo fai a conoscere quest’uomo!” esclama Jack questa volta con un tono di voce molto più alto.
“Ci siamo incorciati nel labirinto giusto Flint? Stavi scappando…scappando anche tu…” dcie Locke senza degnare Jack di uno sguardo, ma continuando a tenere gli occhi fissi sul suo amichetto.
“Noi non l’abbiamo mai visto questo figlio di puttana nel labirinto…” sbotto io muovendo un passo in avanti.
“E tu credi solo a quello che vedi James?” interviene Locke girando la testa nella mia direzione e incontrando il mio sguardo…
 
“No…no dai non è possibile!” ride Diana mentre scendiamo dalla macchina.
“Sì che lo è! E dai non mi dirai che credi solo a quello che vedi D!” le rispondo io mentre entriamo nel ristorante.
“Dico solo che non è possibile che tu abbia visto mio fratello con…quella!” esclama lei gesticolando mentre il cameriere ci accompagna al nostro tavolo.
“Cos’ha quella che non va…?” chiedo io
“E’ un arrivista tanto per cominciare…sfacciata e senza scrupoli…” mi dice lei aprendo il menù “Probabilmente da mio fratello vuole solo un cospicuo assegno e niente di più!” conclude mentre mi metto a ridere.
“Come sei cinica…” commento io aprendo il mio menù…
siamo a metà del pranzo quando una delle vetrate del ristorante esplode in mille pezzi…
“Fermi…fermi tutti se non volete ritrovarvi un proiettile dritto nel cervello!” esclama un uomo incappucciato con una pistola in mano, seguito da altri quattro, mentre nella sala si disperdono le urla dei clienti…
“Dacci i soldi vecchio!” esclama uno dei rapinatori al cameriere capo che inizia a dire qualcosa, l’umo armato allora prende un bambino dal tavolo accanto a lui e gli punta la pistola alla tempia “Dammi i soldi fottuto bastardo o a questo bambino salta il cervello…”
“No si fermi!” esclama Diana alzandosi in piedi.
“D no!” esclamo io alzandomi subito prima che vengano sparati due colpi nella nostra direzione…
 
“Locke continua a non volere parlare…” mi dice Kate sedendosi a terra, poco distanti da noi Charlie e Claire che parlottano e poco più in là Shannon e Sayid, Jack è in riva al mare che fissa il nulla probabilmente troppo frustrato dal fatto che non riesce a capire cosa sa veramente il Signor Mastro Lindo…
“Testa pelata si è fottuto il cervello… le dico prendendo in mano l’unguento che Locke mi ha dato per la ferita.
“Pensi di usarlo?” mi dice Kate stupita.
“Al diavolo peggio di così non può andare…” dico aprendo il barattolo.
“Lascia…” dice lei disfando la fasciatura sulla spalla e applicando quell’unguento appiccicoso.
“Wow…Lentiggini ci stai proprio bene nel ruolo dell’infermierina…” rido mentre mi rifascia la ferita.
“Piantala Sawyer…” commenta lei facendo un nodo per bloccare la garza.
Mi distendo all’indietro sulla sabbia.
“Vado a parlare con Jack…” dice lei alzando in piedi.
“Buona fortuna Wonder Woman…magari il nostro Superman a te darà ascolto…” le dico chiudendo gli occhi…
 
* Il labirinto di cunicoli che si trova sotto la botola…la luce va e viene…rimbombano rumore metallici e ritmici…Locke in mezzo a una stanza…una stanza con quattro computer…davanti a lui 6 uomini di cui non si vedono le facce, sono nell’ombra sfuocate…poi uno viene avanti…Flint…il prigioniero. Parlano ma non si capisce cosa dicono… “Bambino…” “…prendere…” “…portare…” “…uccidere…” sono le uniche parole che rimbombano tra le pareti…Locke annuisce poi si gira spalanca gli occhi e prende qualcosa dalla tasca una pistola…la punta e spara…BAM! *
 
Mi sveglio di soprassalto completamente sudato…ormai è sera il sole è tramontato…respiro affannosamente passandomi una mano sugli occhi…davanti a me la tenda di Claire è illuminata dal fuoco, sento dei passi e mi giro di scatto…
“Hey siamo nervosetti Cowboy…” è Shannon che incrocia le braccia e mi fissa divertita.
“Hey Barbie-Mistero-Dell’Isola che rivolge la parola a un povero mortale…” dico alzandomi in piedi e iniziando a camminare verso la riva, ho bisogno di rinfrescarmi.
“Lo sai meglio di me che questa isola ce l’ha davvero un mistero…” sbotta ad alta voce… “Ormai lo sappiamo tutti…” conclude prima di andarsene…
Sto per entrare in acqua quando dalla vegetazione risuona uno sparo…chiaro e cristallino, mi vlto di scatto ed inizio a correre verso la foresta.
 
“Mi dispiace Signor Ford non c’è stato niente da fare…il primo proiettile ha reciso l’aorta, il secondo colpito gravemente un polmone abbaimo fatto il possibile ma…” il dottore mi parla guardandomi con occhi addolorati.
Fanculo come se gliene fregasse qualcosa…
Mi volto senza dire niente ed esco dall’ospedale…mi fermo nel parcheggio e mi accendo una sigaretta fissando il cielo scuro sopra di me.
Quattro mesi…eravamo stati insieme quattro mesi e ancora non avevo cercato di fotterle i soldi…perché? Per cambiare o per cercare di dimostrare a qualcuno, forse a me stesso che posso ancora fare finta di essere un essere umano.
E un fottuto rapinatore le ha sparato…
Prendo il telefono e compongo un numero che conosco troppo bene “Clark?” chiedo non appena qualcuno mi risponde dall’altro capo… “Ho bisogno che tu mi aiuto a rintracciare delle persone…hanno rapinato un ristorante e Miami Beach oggi…” gli dico e poi passo a elencare qualche altro particolare…
Alla fine è l’unica cosa che so fare davvero bene…vendicarmi…
 
Tutti corriamo verso il luogo da cui proviene lo sparo…arriviamo in una radura…Locke è in piedi con in mano una pistola…a terra due corpi riversi nel fango…

 

mercoledì, 21 giugno 2006

postato da JohnLoke | commenti (8)

“Bene, signor Locke, oggi è il giorno delle sue dimissioni .... vedo che ha già preparato tutto, impaziente di uscire, eh?!” dice il dottor O’Brian con un tono cortese ..... quasi di circostanza, ma che gli frega a lui di me ..... di come cazzo è cambiata la mia vita?!? E per cosa poi ..... a che scopo?!? “Beh sì, dottore; non è che ci si diverta tanto qui” rispondo cercando di essere cortese, mentre continuo a mettere le mie cose nella borsa “mi raccomando, deve fare riabilitazione tre vote alla settimana; se compila questo modulo, la fisioterapista verrà direttamente a casa sua, senza che lei debba venire ogni volta in ospedale” ... lo guardo con amarezza .... mi scappa un “come se ci fosse qualcosa da riabilitare!” fra i denti. “Beh, in questi casi la fisioterapia serve a non far atrofizzare ..... “ ... “lo so ... lo so” lo interrompo io bruscamente .... sono così stufo di questi termini medici, totalmente privi di umanità e calore! Mentre finisco di mettere via ogni cosa .... il pigiama .... la vestaglia ..... il pettine ..... il dentifricio ..... lo spazzolino mi cade a terra; mi sporgo dalla sedia a rotelle per prenderlo ..... mi allungo più che posso .... ci sono quasi .... un altro paio di centimetri ancora .... quasi lo tocco .... Il dottor O’Brian, vedendomi così, s’impietosisce e fa il gesto di chinarsi per raccogliermelo ..... questo ..... non lo sopporto “no!!!! Stia lontano! Non lo deve fare .... non mi deve aiutare!!! Nessuno mi deve aiutare!!!!” .
 
Sento le voci di Jack, Kate, Sawyer e Jin .... ma guarda un po’ ..... ma che razza di modo è di portare in giro una persona svenuta? Vorrei dire al dottore cosa ne penso di questo suo modo di trascinarmi ....ah .... e dovrei dare a Sawyer quell unguento che mi sono portato dietro per lui, per la sua spalla ..... io so che gli fa male. Ma sono ancora troppo debole e poi ..... se aprissi gli occhi ..... il superdottor Jack inizierebbe a tormentarmi coi suoi soliti interrogatori e le sue ramanzine da buon samaritano .... e chi lo sopporta a questo?!? No .... non ne ho proprio voglia ..... continuo a starmene con gli occhi chiusi e a godermi questo passaggio gratuito, solo che ..... inizio a sentire le voci ..... le Loro voci ..... e mi scappa un sorriso ..... Jack, hai decisamente sbagliato strada ..... ma che senso di orientamento hai, dottore?!?
 
“Ma Helen .... io non capisco ..... ok ok, però ..... ma no, era per ..... guarda che ..... “ ma come fa a non capire .... questa telefonata inizia ad irritarmi ..... per di più .... arriva il rompipalle “questi moduli sono da sistemare .... colonnello ..... qualcuno ha fatto un casino! Sempre che tu non sia troppo impegnato col telefono .... posso sempre aspettare!!” . Ma brutto stronzo di un ragazzino viziato .... chi ti crederai mai di essere per pensare di potermi prendere in giro, razza di leccaculo senza un briciolo di talento .... “no, no Randy, lo faccio subito, dammi pure”..... ma prima o poi ..... avrai quello che meriti ..... io lo so! “Portali .... cioè .... falli portare da qualcuno sulla mia scrivania il prima possibile, colonnello, mi servono velocemente; ok?” dice mentre si allontana ...... gli salterei al collo ..... se potessi, ma ..... non posso .... la mia vita .... il destino .... non me lo permettono “ok Randy ..... li correggo immediatamente” dico mentre chiudo la comunicazione con Helen .... tanto .... lei non capisce .... lei non prova per me ciò che provo io per lei ..... bene, non fa nulla. Io me ne andrò di qui e lo farò da solo, a questo punto; ..... me ne andrò di qui .... e avrò il mio riscatto ..... avvererò il mio sogno ...... troverò la speranza.
 
Siamo arrivati alle grotte già da un po’ ..... sono davvero esausto e senza forze, ma ..... devo stare in allerta ..... la sto aspettando con gli occhi semichiusi e tra poco dovrebbe ..... oh, eccola ..... sento il suo respiro rabbioso sul viso ..... la lama fredda sul collo .... la intravedo dagli occhi socchiusi ..... è proprio furiosa! Ci sta pensando ...... ecco che ha preso coraggio ..... sta per farlo, ma .... ecco che arriva superSayid ..... ma no, cazzo ..... eppure dovresti saperlo ..... sei un soldato; lui le parla ..... lei piange .... no, non deve andare così! Apro gli occhi .... mi alzo ..... vado verso di lui “lasciala fare Sayid .... allontanati e lasciala in pace” gli dico prendendogli il coltello dalle mani ..... Sayid mi guarda stralunato “sei pazzo Locke? Guarda che non hai capito, lei stava per ammazzarti!” . Io sorrido ..... scuoto la testa “no, Sayid, non lo avrebbe fatto! Lei .... “ ma Shannon m’interrompe “oh sì, invece ..... sì che lo avrei fatto, psicopatico assassino! Sì che lo avrei fatto!” ..... “Dimostramelo, allora” le dico mentre faccio qualche passo verso di lei, tenendo il coltello dalla parte della lama .... le arrivo di fronte, lei continua a guardarmi ..... è ancora furiosa, ma .... anche stupita dal mio comportamento ..... le metto il manico del coltello in mano e lo guido vero il mio collo .... Sayid dà segni di voler fare qualcosa, ma io gli faccio un gesto per farlo fermare .... speriamo che capisca il mio scopo, questa volta! “Adesso, Shannon, cancella tutto quello che hai intorno .... concentrati su di me e su quello che provi e fai quello che il tuo cuore ti dice di fare” .... gli occhi di Shannon si accendono d’odio ...... ci pensa qualche secondo ..... e affonda la lama.
 
“Hei James, me ne porti un altro per favore?” dico al barista ..... per l’ennesima volta. Sono ridotto uno schifo, questo lo so, ma .... chi se ne frega! Quanto ho sacrificato quel giorno in quella banca ..... quanto!! Ora, nella mia città, per tutti sono un eroe .... già ..... bell’eroe del cazzo che, solo per andare in bagno, deve sudare sette camicie! Un eroe .... storpio ...... di cui a nessuno frega un bel niente ..... non al mio stronzo di padre ..... non a mia madre, forse .... giusto a Randy e ai suoi merdosissimi scatoloni ..... e questo la dice lunga!!!!!! E gli sguardi ..... quelli sguardi così colmi di pietà; e le parole che mi rivolge la gente ..... così rigurgitanti di pena e finta gentilezza ..... non le sopporto!!!!!! Non voglio la loro pietà, cazzo!!!! “Un altro” ..... la mia vita è uno schifo ..... sono un essere totalmente inutile ..... ah no ..... ora sono bravissimo a cacciare, tu sia maledetto, Anthony Cooper! Dovrei davvero farla finita .... in fondo .... a chi fregherebbe se .... “posso sedermi?” .... sono talmente preso dai miei pensieri che .... non l’avevo vista .... “come, scusi?”. Lei mi guarda sorridendo .... ha due occhi di un verde incredibile .... capelli rossi .... uno schianto “posso sedermi qui vicino a lei, per favore? Giusto .... per non stare da sola, ho avuto una giornata orribile e volevo potermene lamentare con qualcuno .... le va?!” .... bella .... spontanea e spiritosa .... “ma certo, che domande! Prego, si accomodi” le dico io spostando un po’ la sedia a rotelle per farle più posto sotto al tavolo ..... “piacere, io sono John” ..... le dico allungandole la mano, mentre si accomoda vicino a me .... lei mi sorride di nuovo .... oh mamma, che sorriso .... mi stringe la mano con grande delicatezza .... “piacere John, io sono Helen”.
 
“N ... non ce .... non ce la faccio” singhiozza Shannon mentre il coltello le cade dalle mani .... appena ha visto scorrere il mio sangue .... i suoi nervi non hanno retto..... anche Sayid è rimasto allibito .... doveva davvero essere convinto che lei lo avrebbe fatto ..... ehh, ma ascoltate lo zio John .... che sa sempre tutto!!!! “No Shannon .... non ce la fai .... e sai perché? Te lo dico io: primo .... perché tu non hai l’animo da assassina ..... secondo: perché hai la necessità di trovare qualcuno da incolpare per la morte di Boone ..... vorresti che fosse solo colpa mia, ma .... in fondo al tuo cuore, sai che non è proprio così. Tu lo sai che io gli volevo bene .... che sono sì una delle cause della sua morte, ma non l’ho certo ucciso volontariamente. E sai anche che, io e lui, stavamo cercando di fare qualcosa di grande .... e lo stavamo facendo per te .... e per tutti gli altri .... Boone è morto solo perché stava cercando di aiutarci tutti .... non c’è un vero e proprio colpevole, se non il destino e ..... questo è davvero difficile da accettare”. Shannon piange disperatamente .... io l’abbraccio .... non oppone resistenza .... e le sussurro ad un orecchio “fatti forza, ragazza .... Boone non è morto senza motivo .... sai tenere un segreto? So che lo sai fare .... c’è qualcosa laggiù .... c’è qualcosa!!!!!”.
 
“Tieni, Sawyer .... mettilo sulla ferita che hai sulla spalla; il dolore passa in un attimo” dico porgendo il vasetto al Walker Texas Ranger dei poveri “gra .... ma come fai tu a sapere della mia ferita?” .... già .... bella domanda .... “ma t’interessa davvero come lo so?” lui mi squadra un po’ “no, non me ne frega niente, in realtà. Cosa vuoi in cambio?” .... il solito barattatore .... “che non t’incazzi troppo per i suoi effetti collaterali! Niente di letale, è ovvio, ma .... possono comunque essere un po’ fastidiosi. Ma se vuoi che il dolore sparisca ..... il mio unguento fa miracoli!” .... Sawyer osserva il vasetto incuriosito .... “effetti collaterali dici ...... del tipo?!” .... “vedrai” gli grido mentre torno alle grotte dove mi attende Jack per il suo interrogatorio.
“No Jack ..... te l’ho detto un miliardo di volte ..... e te lo ripeto .... non mi ricordo un bel niente da quando sono sceso in poi .... anche Kate ti ha detto di farla finita. Tra l’altro .... l’hai trattata malissimo, dottore, se non te ne fossi accorto!!!!” .... mi sta proprio rompendo con le sue domande “chi se ne frega di Kate adesso! Non cambiare discorso .... tu menti e io lo so. Tu devi parlare, John .... non puoi comportarti così” .... ora m’incazzo ... “l’ho già detto a Kate una volta e lo ripeto a te adesso .... non dirmi cosa posso o non posso fare! Solo una cosa mi ricordo dentro alla botola: Sawyer! E perché diamine non lo chiedi a lui cosa ...... “ .... ma qualcuno ci interrompe dicendo che alla spiaggia .... hanno catturato uno degli altri! Jack mi obbliga a correre come una furia alla spiaggia con lui ..... ma dico io ..... ma chi è quel cretino che si è fatto prendere?!?  Arrivato alla spiaggia ..... non credo ai miei occhi .... che faccio? Se me ne andassi .... la mia assenza non passerebbe certo inosservata .... così .... abbattuto, mi dirigo verso il gruppo che circonda il prigioniero ..... ovvio .... non è che volessi tenere la cosa segreta .... solo che .... è così presto .... così prematuro .... ecco .... mi ha visto, e inizia a sbracciarsi per attirare la mia attenzione “hei Locke .... diglielo tu che non sono pericoloso .... diglielo .... come stanno le cose .... questi mi linciano!!!!” . In un millesimo di secondo .... tutti si voltano verso di me .... maledizione!!! Io faccio un sospiro e dico “buon giorno, Flint .... vedo che non hai imparato nulla di quello che ti ho insegnato!!!”.
 

 

martedì, 20 giugno 2006

postato da KateAusten | commenti (4)

«Per favore…mio marito..mio marito è svenuto…è caduto per le scale di casa nostra e ha battuto la testa…sono riuscita a portarlo in macchina fin qui…mi serve una mano...»

«Subito signora…Jim! Presto, la barella…non si preoccupi, ora ci pensano loro a suo marito..» mi risponde con premura la signorina dell’accettazione.

«La ringrazio…è scivolato mentre scendeva le scale, avevo appena passato la cera e così…» cerco disperatamente di sembrare credibile e nascondere la verità dei fatti e cioè che sono stata io a colpirlo mentre era sul punto di catturarmi. Ma soprattutto che quello è la persona più lontana da un marito che io conosca. È lui. Edward Mars. La mia ombra, il mio tormento, il federale che mi sta alle calcagna da sempre ormai. Ma non potevo lasciarlo lì. Sarebbe morto. Ed io non sono un’assassina.

«Mi serve il nome di suo marito, signora…»

Facile. «Edward…Edward Mars»

«Ha un documento, carta d’identità o tessera sanitaria che le compilo la scheda?»

Cazzo.«Bhe..in realtà sono venuta di corsa e non ho nemmeno il mio di documento…ma se vuole posso tornare a casa…»

«Va bene…allora può darmi almeno il suo nome e indirizzo..»

Bene. «Oh si certo…Maggie Ryan, ci siamo appena trasferiti nella strada parallela a questa, al 108… non ho ancora ben memorizzato il nome, mi scusi ma sono molto agitata per mio marito..»

«Oh la capisco, ma non si agiti. Qui abbiamo i migliori medici della zona, suo marito se la caverà, vedrà…non si preoccupi, posso chiudere un occhio per lei.»

«Oh la ringrazio!»meglio di quanto potessi desiderare.

«Guardi in fondo al corridoio c’è un distributore…si prenda una bibita fresca, si sentirà meglio nell’attesa.»

Gentile.

 

Di ritorno alle grotte vedo Jack intento a parlare con Locke che non sembra ricordarsi niente di quanto accaduto; i suoi ricordi si fermano a quando si è calato da solo nella botola, poi il buio. Non so fino a che punto dica la verità. Ho visto i suoi occhi, per niente impauriti dalla cosa che avanzava verso di noi. Ne sa di più, ne sono certa, ma quello non mi sembra il metodo migliore per farlo parlare. Interrogarlo non servirà a niente, se non a farci impazzire tutti, primo fra tutti Jack. Sa che il nostro cacciatore nasconde qualcosa, ma insiste nel metterlo spalle al muro.

«Te lo ripeto Jack…non ricordo niente! Quale interesse avrei nel mentire a te? Tu sei il primo a cui direi come stanno realmente i fatti…» continua a ripetere John.

«Balle John…Balle!! Non sono uno stupido! Parla…le tue bugie non ti salveranno, è necessario che tu mi dica esattamente cosa è successo in quella maledetta botola!» Jack suda freddo, così esagera. Otterrà l’effetto contrario. Devo intervenire.

«Jack…Jack! Basta…lascialo respirare. Dagli tempo, la memoria gli ritornerà…ha solo bisogno di…»

«Tu gli credi?! Tu…tu sei davvero l’ultima persona su questa maledetta isola che può intromettersi in questa conversazione…» mi interrompe bruscamente Jack.

«Cosa…cosa speri di ottenere continuando a minacciarlo?! Se pensi di ferirmi con queste…»

«Oh, ma smettila!! Miss sincerità…davvero Kate, non mi serve il tuo parere tecnico…davvero!Vai a farti un giro…per piacere…»

«Ok…ok Jack…fa come ti pare!» dico stizzita prima di allontanarmi con le lacrime agli occhi verso la spiaggia.

 

Nella penombra di una stanza di ospedale osservo l’uomo che ha reso gli ultimi anni della mia vita un inferno. Giace su un lettino, immobile, solo il lieve movimento del respiro. Mi guardo attorno, l’ospite del letto di fianco sembra dormire. Mi avvicino ad Edward che di colpo apre gli occhi.

«Hey come va?»

«Dove…dove mi hai portato?Cosa…dov’è lui?..» riesce a dire a stento cercando di rialzare la testa dolorante.

«Resta sdraiato…hai battuto la testa mentre scendevi le scale caro, non ricordi?» mi guarda perplesso.

«Il dottore ti ha visitato...stai benone, ti rilasciano domani, giusto in tempo per il nostro anniversario..non dirmi che te ne sei dimenticato, amore?» dico mascherando un sorriso. Reggimi il gioco stupido.

«Kate…tu non sai cosa ti farò una volta uscito di qui, non riesci nemmeno ad immaginarti come sarà la tua vita dopo di questo…se pensi di aver toccato il fondo, non sai ancora quanto è profondo il mare in cui ti annegherò…» tossisce, toccandosi la testa.

«Dormi tesoro…hai bisogno di riposo. Vengo a trovarti in serata così ti porto la cena…»

«Signora Ryan? Maggie Ryan…» il dottore arriva giusto in tempo. Annuisco.

«La vogliono in accettazione per firmare la dimissione di suo marito…» mi alzo.

«Allora a stasera tesoro…e riposa mi raccomando»

Esco dalla stanza, varcando veloce il corridoio del 3° piano, prendo le scale e scendo a piano terra.

Faccio per uscire dalle porte automatiche quando…

«Signora Ryan?...Signora!» la voce della signorina dell’accettazione mi raggiunge. Cazzo. I documenti.

«Oh, mi scusi…il dottore mi ha detto che devo firmare le carte di dimissione...pensavo di passare per casa a prendere i documenti e preparare qualcosa a mio marito per la cena…sa, ha dei gusti un po’ particolari, non penso mangerebbe niente di quello che gli porteranno…»

«Oh bè…se è così…allora la aspetto per le 19.00…»

«Sarò di ritorno anche prima…devo farle assaggiare il mio gateaux di patate, è una prelibatezza…»

Non mi viene poi così male la parte della mogliettina premurosa.

 

Il mio passato mi perseguita, ovunque io vada non riuscirò a togliermi di dosso il marchio che porto impresso nella mia anima. Sono forte. Devo esserlo. Guardo verso l’orizzonte, chilometri e chilometri di acqua davanti a me e nessun modo per scappare. Quest’isola mi tiene in catene, costringendomi a restare, contro il mio volere. La gente qui ha cominciato ad essere diffidente, è da un po’ che mi evitano per quello che Sawyer ha confessato su di me, sui miei piani per crearmi una nuova identità. Tutti o la maggior parte ora sanno che ero in manette su quel dannato volo. Sento ancora il ferro contro i polsi e non riesco a respirare. Il fardello che porto è troppo pesante, le bugie, i tradimenti, tutte quelle persone che mi credono una criminale…non posso continuare così. Ma devo…non arrenderti Kate…non arrenderti!

«Kate…tutto ok?» è Sun che mi ha raggiunta nel mio angolo solitario.

«Si…grazie, guardavo il mare…da piccola ne avevo paura, sai? Non sapevo nuotare…è stato mio padre ad insegnarmelo poi, ma è stato molto tempo fa…mi voleva bene a suo modo…» le lacrime mi salgono agli occhi.

«Parli al passato…non te ne vuole più ora?» mi chiede dopo pochi secondi, con una dolcezza che solo lei sa usare.

«No…è morto»

«Mi dispiace…sono convinta che te ne vuole ancora…»

Sento delle urla dietro di me, è Sayid.

«Ne abbiamo preso uno!! Correte tutti…avvertite gli altri!!»

Mi asciugo le lacrime e mi dirigo con Sun verso il gruppetto che si è radunato. Non posso mollare proprio adesso. Per una volta in vita mia non fuggirò da me stessa…non stavolta.

 

La macchina di Edward è dove l’ho lasciata stamattina. Prendo le chiavi, apro lo sportello e salto su. Ci sono ancora i segni della colluttazione, sul sedile posteriore sono sparsi fogli e cartelle con lo stemma della polizia federale. Apro il cruscotto. Come sospettavo dietro i documenti dell’auto c’è nascosta la pistola di riserva. È carica, 3 colpi in canna, mi sarà utile. Accendo l’auto e vado via, il più lontano possibile da quel luogo.

 

 

 

 

martedì, 20 giugno 2006

postato da JamesSawyerFord | commenti (4)

“Ma cosa diavolo…” esclama Kate guardando oltre il gruppetto di persone che sta accorrendo in direzione del nostro svenuto Mastro Lindo “Shannon…ha un coltello in mano!” continua iniziando a correre verso di lei.
“Cosa sta succedendo?” mi chiede Charlie avvicinandosi
“Barbie Raperonzolo ha deciso di trasformarsi in Barbie Super Killer a quanto pare…” rispondo e lui mi guarda confuso, molto confuso…rockettare fallito “La bionda, Shannon, stava per tagliare la gola all’amico pelato…” aggiungo come spiegazione.
“A Locke?” esclama lui esterreffatto, dopo aver finalmente realizzato la situazione e muove alcuni passi veloci verso il gruppo di persone.
Il piccolo soldatino di piombo Sayid sta parlando con la sua bella che piange a dirotto: Locke le ha praticamente ammazzato il fratello io non la biasimo per aver tentato di farlo fuori, avrei fatto lo stesso, anzi l’avrei fatto in maniera meno plateale in modo da portare a termine il tutto.
Locke intanto sembra essersi ripreso…apre gli occhi e si guarda in giro confuso, molto confuso…
 
Le luci degli ospedali sono fastidiose e schifosamente bianche. Apro gli occhi a fatica e mi ricordo piano piano perché mi trovo in quel cazzo di letto: la donna che mi ha trovato dopo che Higgins mi ha scaricato a bordo strada aveva detto qualcosa sul chiamare una ambulanza…o qualcosa di simile…
Nella mia stessa stanza c’è un altro letto con un uomo in dormiveglia, richiudo gli occhi per un attimo poi sento dei passi, li riapro e vedo una ragazza dai capelli castani seduta accanto al mio compagno di camera.
“Hey come va?” chiede all’uomo e poi iniziano a parlare di qualcosa che non ho voglia di stare ad ascoltare.
Poco più di una decina di minuti dopo entra anche il medico, un uomo sulla cinquantina, forse un po’ di più…
“Signorina Ryan? Maggie Ryan?” chiede alla ragazza e lei annuisce “La vogliono in accettazione per firmare la dimissione di suo marito…” lei si alza ed esce dalla camera dopo aver salutato quello che mi pare aver capito sia il suo adorato maritino.
“Oh si è svegliato!” esclama poi il dottore spostando lo sguardo su di me “Come si sente?”
“Come se mi fossero passati sopra con uno schicciasassi grazie…” rispono mettendomi a sedere.
“Vado a chiamare la signorina Johnson…la persona che l’ha portata qui, è rimasta ad aspettarla…è stato molto fortunato…” continua.
“Già una vera botta di culo…” commento a bassa voce mentre l’uomo esce dalla stanza.
 
“Hey Lentiggini…non sei per niente male nel ruolo dell’infermierina sai?” le dico.
Siamo in spiaggia, fuori dalla mia tenda, si è offerta di cambiarmi le bende della ferita, dopo aver sentito le mie parole ecco che stringe un po’ di più il nodo “Hey vacci piano bellezza ci tengo alla mia spalla…” esclamo e lei si mette a ridere.
Sentiamo delle voci e poco più in là vediamo Charlie e Claire che parlano di qualcosa e Testa di Rapa che piange come al solito, iniziano a venire nella nostra direzione: è escluso assolutamente escluso che io inizia a leggere qualcosa per quell’ammasso urlante di ciccia…
 
10 minuti dopo
 
“Il vampiro si fermò.
Qualche momento prima il ragazzo aveva fatto per accendersi una sigaretta…”
“Ok…si è addormentato…” bisbiglia Charlie guardando Testa di Rapa mentre richiudo la copia di Intervista con il Vampiro che mi avevano costretto ad iniziare a leggere.
Che diavolo c’entro io se quel mostriciattolo urlante si addormenta solo con la mia voce?
Claire si alza per andare a mettere a letto il bambino e Charlie, come sempre, da bravo segugio, la segue senza esitazione.
“Sei una brava baby-sitter lo sai?” ride Kate mentre in tutta risposta tiro il libro dentro la mia tenda.
“Piantala Lentiggini…non hai niente da fare? Andare ad accertarti che Malibù Stacy non stia cercando di assassinare di nuovo Mastro Lindo o cose simili? O magari assicurarti che il Dr.Superman non abbia bisogno di niente…” le dico in tono leggermente irritato.
“No non ho niente da fare se non stare qui ad infastidirti…” dice lei alzandosi e togliendosi la sabbia dai pantaloni.
“Un’idea su come impiegare il tempo allora io ce l’avrei sai Jane?” commento io e lei mi fissa.
“Jane?”
“Jane…di Tarzan e Jane…la selvaggia donna della giungla…posso essere il tuo Tarzan tesoro se non ha proprio niente da fare…” continuo alzandomi a mia volta in piedi.
Lei sorride “Sai cosa penso? Che faresti meglio ad andare a cercarti una Cita caro Tarzan…perché al momento questa Jane sta per andarsene per gli affari suoi…” commenta iniziando a camminare verso la foresta, probabilmente per tornare alle grotte.
“Quando vuoi sono qui tesoro e non dimenticarti le liane, potrebbe essere divertente…” le urlo dietro e la vedo alzare semplicemente un braccio nella mia direzione mentre ride prima di scomparire tra gli alberi.
 
“E così non mi dirai perché eri riverso nel fango a bordo strada?” mi chiede Diana.
“No…prefertisco rimanere un uomo misterioso…” rido bevendo un sorso di vino.
“O di misteri ne hai parecchi…a cominciare dal tuo nome…non hai nemmeno detto il tuo nome al medico…” ride.
“Sawyer…il mio nome è Sawyer tesoro…” le rispondo.
“Certo…ed esci dritto da un libro di Mark Twain?” ride scuotendo la testa.
Siamo in un ristorante di una piccola città, dopo essere uscito dall’ospedale sono andato alla stazione di polizia per far denuncia per lo smarrimento dei miei documenti…che erano stati magicamente recapitati allo sceriffo locale…
Quell’Higgins ci tiene a farmi volare molto presto il più lontano possibile da lui: mi domando perché non mi abbia fatto fuori…
 
“Vuoi entrare?” mi chiede Diana mentre siamo sulla soglia di casa sua…
“Non so non vorrei approfittare dell’ospitalità…” rispondo.
“Dell’ospitalità…o dell’ospite?” mi dice lei inarcando un sopracciglio.
Le donne ci cascano sempre, fai il carino e gentile per una serata e sta certo che ti apriranno il loro letto in meno di un secondo…
Entriamo in casa mantenendo a stento l’equilibrio, le sue gambe avvinghiate contro la mia vita mentre cerco di raggiungere almeno il divano visto che non ho idea di dove cazzo sia la sua camera da letto…
 
“Allora Doc come sta il nostro malato?” esclamo entrando nella caverna in cui c’è Jack che mi guarda stupito “Non ti preoccupare non sono qui per fare conversazione è solo l’ora del mio antibiotico quindi se non ti dispiace allungami la mia pastiglia e me ne vado…” spiego mentre lui mi tira il solito flacone arancione.
“Locke non ricorda niente, non ricorda come è finito lì dentro, né come ha perso i sensi, niente di niente…” mi dice lui.
Io gli ritiro il flacone dopo aver preso la mia pillola “Gli alieni gli avranno fatto il lavaggio del cervello…” commento e lui mi rivolge uno sguardo interrogativo “C’è qualcosa lì sotto Doc…qualcosa che si muove e fa rumore e non so che cazzo sia ma c’è qualcosa…” aggiungo.
“Alieni?” ride lui.
“Dalla faccia che aveva Locke stamattina potrebbe anche essere…chissà che cazzo ha visto o fatto lì sotto…” dico prima di voltarmi ed uscire dalla caverna.
Proprio in quel momento Sayid viene nella nostra direzione.
“Ne abbiamo trovato uno!” esclama rivolto a Jack più che a me.
“Uno?” chiedo io.
“Uno degli altri…” risponde lui fissandoci senza aggiungere altro…

 

lunedì, 19 giugno 2006

postato da ShannonR | commenti (6)

Gli occhi mi si chiudono. Il rumore del mare ora non mi dà piu fastidio, mi concilia con il sonno. Ma come posso dormire? Come riesco a placare il turbinio di pensieri che mi ha invaso la testa?! Accarezzo il cane, che dorme al mio fianco. *Chissà che faranno i ragazzi sulla zattera* Se solo ci penso mi viene una rabbia quasi incotrollabile. Sayd. Mi ha lasciato qui sola, solo Walt ha pensato a me. Mi appoggio slla roccia alle mie spalle. Da quanto sono stanca non riesco neanche a dormire.

<<Daiiii Sbrigati, che stà per arrivare...>> Mi guardo allo specchio, tutto perfetto.
<<Amore, sei sicura che non ti ho fatto male?!>>
<<Amore cosa? Ma smettila, che siamo qui per lo stesso motivo i soldi.>>
<<Ma io sono qui per te... Mia luce..>>
Lo guardo, lo fisso, è in soggezzione, domino io la situazione, lui è soltanto una pedina, uno sciocco pedone che si sacrifica per la ragina. Un'altra mossa a favore mio, una mossa in piu per lo scacco matto alla matrigna. Lui stà per arrivare, deve essere tutto come dico io.

Chiudo gli occhi per qualche secondo, e Boone è davanti a me, allora non se ne è andato... I suoi occhi mi fissano, mi scrutano mi desiderano.
Riapro gli occhi, dei rumori in lontanaza mi svegliano del tutto.
<<Ma che succede?!>> Noto molto movimento giu alle grotte, che siano riusciti ad aprire quella fottutissima botola? Che Locke per caso c'abbia lasciato la vita?! Mi alzo, cercando di mettere a fuoco le voci e le persone, che corrono su e giu. Micheal? Mi strofino gli occhi, forse stò sognando. Non può essere, non può, lui è andato via con gli altri.
Mi avvicino velocemente, non sò cosa spero. Forse di riuscire ad andare via da qui?
C'è anche Sayd, lui non ha voluto punire Locke per quello che è successo a Boone, e questo non glie lo perdonerò mai. Ancora mi brucia questa ferita. Pensavo che almeno lui, fosse dalla mia parte...

<<Ma Shannon, ti esce del sangue... Lo sapevo ho esagerato!>>
<<Ma se è l'unica cosa giusta che hai fatto in 6 mesi, che stiamo assieme!!>>Patetico, come tutti gli altri. Solo uno era alla mia altezza, Micheal mi sembra che si chiamasse, lui era interessato solo ai soldi, proprio come me, una bella storia di sesso e soldi.
<<Shannon che dici>>
<<Dico, Dico che non vedo l'ora di andarmene da qui. Nuovi soldi, nuova storia, e... di nuovo soldi!>>
Mi dò un'altima controllata allo specchio, l'occhio livido e il labbro spaccato rendono perfettamente l'idea di una brusca lite. Fà un po' male, ma non posso rischiare che mi scopra, l'ultima volta stava per andare via il trucco, e se lo avrebbe scoperto, addio soldi!

Mi avvicino alle grotte, sembra che ci sia passato un ciclono, tutto è sottosopra. Il vociferare è sempre più alto, quasi mi stordisce tutto questo rumore. Sawye, Jin, Jake Kate stanno parlando, Sayd è vicino a loro. Ma un'altra cosa ha attrato la mia intenzione. Locke, svenuto vicino la grotta, in penombra. Tutta la rabbia tutto il bervosimo, tutta la tensione esplode in me. <<Assassino...>> Sussuro al vento. Mi dirigo verso di lui. L'osservo, mentre sembra cosi beatamente felice.  *Dai Shannon, Shannon Vai!* Mi sembra di sentire una strana voce dentro me. Come se qualcosa mi parlasse da dentro. 
<<Eccolo Trovato!Finalmente!>> La mia immagine riflessa, i miei occhi, eccoli riflessi, in una lama di coltello. Grazie a dio lo portavo sempre con me, dalla morte di Boone, mi dava quel senso di sicurezza in più, che qui, in quest'angolo dimenticato da dio, non basta mai.
Dirigo la lama di coltello verso il collo di Locke. No non sono in uno stato di trance, sono pienamente coscente di me, sono consapovole di quello che stò per fare. Vendico la morte di Boone, sono l'unica a cui è importato veramente, tutti gli altri fingono interesse. Tutti qui sono falsi.

<<Fratellino sei arrivato finalmente!>>Corro dai lui, le lacrime escono ormai 'spontanee'. Mi abbracca, mi da un bacio sulla nuca. Mi stringe forte a se.
<<Oh, mio Dio, un'altra volta... Ma stà volta basta! Nessuno deve piu farti del male...>> Mi osserva, lui soffre per le mie ferite come se fossero le sue, lui mi vuole, mi desidere come desidera l'aria che respira...

Qualcosa mi impedisce di finire ciò che avevo in mente, il mio braccio è bloccato. Non riesco a muoverlo.
<<Ma che diavol...>> Sayd, i suoi occhi mi guardano. Mi fissano.
<<Non lo fare. Sarebbe un grave errore.>> La sua voce, da quanto non la sentivo. Mi alzo, sono davanti a lui. Prende il coltello che stringevo forte in mano.
<<Ma lui ha ucciso Boone, nessuno lo vuole punire... Nemmeno te, lurid....> Piango. Io la regina dei ghiacci, stò versando le sue lacrime, e queste sono sincere, queste bruciano nell'anima.

 

lunedì, 12 giugno 2006

postato da CharliePace | commenti (2)

«You all everybody...Yeah, you all everybody...»
Le ultime note, poi Liam chiude anche questo concerto.
«Grazie ragazzi, siete stati grandi, alla prossima!»
L'ennesimo spettacolo è finito, cazzo siamo stati grandi.
«Sì cazzo siamo grandi, entreremo nella storia del rock!» mi risponde Liam.
«Ehi guardate chi ho trovato...» ci dice Patrick arrivando alle nostre spalle mentre apriamo la porta del camerino. Alla sua destra, come al solito, una bionda con tutte le curve al posto giusto e alla sua sinistra una mora.
Ma dietro di lui...no, non posso crederci, non può essere lei...

«Santo Dio, finalmente si è addormentato! Non lo sopportavo più, davvero...» dico a bassa voce a Claire che sta seduta accanto a me, cercando di far addormentare anche Aaron.
«Charlie, come fai a dire una cosa del genere? Se avessero preso Aaron...io non so cosa avrei fatto, sinceramente...lo capisco...» mi risponde stringendo il bambino un po' più forte.
Stiamo parlando di Michael, da quando è tornato non ha fatto altro che invocare suo figlio e detto tra noi, dopo un po' è stancante.
Anche se in effetti sì, lo capisco...quando la Rousseau ha preso Testa di Rapa, non mi sono dato pace finchè non l'ho ritrovato.
«Sì, in effetti sì...però da una parte dovresti essere, non dico contenta, ma sollevata, no? In fondo abbiamo capito che gli Altri non volevano questo mostriciattolo qui, ma Walt...» dico sfiorando con l'indice il naso di Aaron.
«Non è un mostriciattolo!» si limita a rispondere Claire, indispettita.

«Lilian! Oddio Lilian, ma sei tu?» dico praticamente urlando, spingendo di lato Patrick e non badando più a mio fratello che continua a parlare di non so che.
«Già...sono proprio io Charlie...» mi risponde la rossa con un sorriso e allargando le braccia, come a volermi abbracciare. Cosa che non impiego molto a fare, in pochi secondi siamo l'uno nelle braccia dell'altra.
Non ci posso credere, Lilian, la mia cara e vecchia amica Lilian.
«Cosa fai qui?» le chiedo prendendola sotto braccio e allontanandomi dagli altri, salutandoli semplicemente con un cenno della mano.
«Niente, sono qui per lavoro...ho sentito che suonavano i Driveshaft e ho pensato di fare un giro, ho fatto male?»
«Assolutamente no! Mamma mia, ma da quanto tempo è che non ci vediamo? Tre, quattro anni?»
Sono entusiasta, Lilian era davvero l'ultima persona che pensavo di incontrare ad un mio concerto. Così precisa, perfettina, musica classica e studio. Questo era Lily. E ora me la ritrovo qui, davvero incredibile.
«Cinque anni, sono cinque anni, Charlie.»
«Cinque anni...un'eternità praticamente! Senti, ti va se andiamo a bere qualcosa? Come ai vecchi tempi...» le dico uscendo dal locale in cui abbiamo appena suonato.
«Ok, tanto non ho niente da fare, una serata te la posso anche concedere...»
«Però aspetta un attimo, devo tornare un secondo ad avvisare gli altri, ok? Torno subito!»
La ragazza annuisce con un sorriso, io mi volto e torno dentro.
Ho bisogno di una striscia di coca.

«Non dorme?» chiedo a Claire che continua imperterrita a cullare Aaron.
«No...non ne vuole sapere...chissà perchè, sto iniziando a preoccuparmi, non vorrei stesse male...»
«Ma no...se vuoi provo io...porca miseria, da quando se n'è andato Sawyer questo bimbetto non smette più di piangere...è quasi peggio di Michael...» dico cercando di sdrammatizzare, ma Claire non sembra prenderla molto bene.
«E'vero comunque, Sawyer gli piaceva...»
«E a chi non piaccio?»
Una voce appena dietro di noi, una voce conosciuta, una voce di una persona che non dovrebbe essere qui.
«Sawyer!» eslcama Claire vedendo il ragazzo accompagnato da Kate, mentre io mi limito a fissarlo, stranito.

«Eccomi!» dico chiudendomi di nuovo la porta del locale alle spalle.
«Era ora, stavo per andarmene!» mi dice Lily, ma so che mi prende in giro, come ha sempre fatto.
«Certo...come no...hai aspettato cinque anni, puoi anche aspettare altri due minuti, no? Piuttosto, dove andiamo? Non conosco molto questa zona...» dico guardandom intorno, cercando di farmi venire un'idea, un locale tranquillo in cui andare.
«Nemmeno io a dire la verità...ti ho detto, sono qui per lavoro, sono anni che non abito più in questa città, è cambiato tutto...se vuoi possiamo andare al mio hotel, non è troppo lontano e c'è un bellissimo bar, molto fornito...»
«Ci sto!»

 

giovedì, 08 giugno 2006

postato da KateAusten | commenti (6)

«Ecco fatto…mi serve solo il suo nome…signorina?»

«Maggie…Maggie Ryan » tiro fuori la carta d’identità, sperando che il tizio non si accorga che è fasulla. Per fortuna è troppo sbronzo per mettere a fuoco le ultime cifre del codice di sicurezza che ho cambiato. Mi squadra da capo a piedi coi suoi occhi rotondi e per niente rassicuranti, prima di riconsegnarmi il documento. Lo ricaccio veloce in borsa.

«Stanza 16 a…di sopra in fondo al corridoio…vuole che l’accompagni?!» mi dice consegnandomi le chiavi e continuando a guardarmi avido. La reception di questo squallido motel emana un tanfo pazzesco di muffa. Ma questo è quello che posso permettermi per ora.

«Faccio da sola…grazie»

Salgo le scale di legno cigolanti e cerco la mia stanza. Mi richiudo la porta alle spalle, controllando che nessuno mi abbia seguita e  tiro le tende rattoppate alle finestre: finalmente sono sola.

È da quando ero una bambina che scappo, ma stavolta non mi troveranno.

 

Avanziamo nella jungla in cerca della botola, Jack mi fa strada, corre come impazzito. A momenti non riesco a stargli dietro; affanno mentre aumento il passo, cercando le sue impronte.

«Jack aspett…»  Sposto le fronde che mi occludono la vista: non è possibile.

È lui…sono loro: Sawyer e Jin, vivi e vegeti, davanti ai miei occhi increduli.

Mi si spezza la voce alla loro vista…sono riusciti a scampare al naufragio, ce l’hanno fatta. Respiro.

Finalmente qualcosa di buono su questa stramaledetta isola.

Gli vado incontro,  ricacciando dietro le lacrime, ma mi blocco: trascinano qualcosa, un uomo, è Locke.

«Dobbiamo portarlo alle grotte, e voi due dovete spiegarci un po’ di cose!» esclama Jack sempre più stranito. È da quando ha ripreso conoscenza che si comporta in modo strano. Sembra preoccupato, ma in fondo chi non lo è qui.

Ancora affannata mi avvicino a Sawyer e mi accorgo che ha la camicia zuppa e sanguina da un braccio. Momento poco opportuno per fare domande, ma non posso trattenermi dal chiedergli cosa è successo.

Come  non detto…tipico di Sawyer  rimandare le spiegazioni a tempo indeterminato. Cominciavano a mancarmi le sue battutine sarcastiche. Accenno un sorriso mentre lo ascolto parlare di un labirinto nel quale hanno trovato Locke: la botola  dunque lo ha condotto lì.

«Jack vorrà delle spiegazioni…» riesco a dire prima di ritrovarmi faccia a faccia col mio interlocutore.

Mi fissa dall’alto per qualche secondo, con lo sguardo corrucciato, infastidito dalle mie domande, poi distende la faccia in uno dei suoi  sorrisetti…

« Ho un’idea abbastanza precisa su dove se le può mettere le sue spiegazioni Lentiggini…»

Tipico.

 

Ho bisogno di una doccia, devo togliermi il suo odore dalla pelle.

Sento l’acqua fredda scorrermi addosso, gelida come il mio cuore: Tom è morto  e questa è la sola cosa a cui riesco a pensare.

Non volevo che succedesse…non è stata colpa mia…non stavolta…

Sono riuscita a convincere Joe a fare il colpo alla National Bank, devo incontrarmi di nuovo con loro per definire i dettagli. Manca poco, devo reggere il gioco a tutti i costi, anche se questo significherà dover sottostare ancora alle avance di quel porco.

Non mi importa di niente, il piano deve funzionare, devo aprire quella maledetta cassetta.

L’unica mia seria preoccupazione è di non trovare quello che cerco.

 

«Michael è sulla spiaggia…continua a ripetere il nome di Walt, è straziante, non si da pace…non ricorda altro, solo che gli hanno preso Walt…» dico mentre avanziamo nella jungla, pochi passi distanti da Jack e Jin.

«Era una barca…l’abbiamo vista dal radar, ha iniziato a lampeggiare…» comincia a raccontare Sawyer dopo qualche attimo di silenzio. «Pensavamo fossero i soccorsi, ma quei gran figli di puttana hanno preso Walt e sparato a me...non ho idea di chi fossero, sbucati dal nulla nel bel mezzo dell’Oceano! Curioso, non trovi?»  Si ferma come sopraffatto dal dolore, abbandonandosi con la schiena contro un albero.

Davanti a noi si apre una radura…ci sono già stata qui.

«Senti un po’…questa cazzo di pallottola mi dà un leggero fastidio…non è che ti ritrovi qualcosa per calmare il dolore?...sai qualcosa di forte per…»  Non fa in tempo a finire la frase che di nuovo lentamente e in sordina veniamo investiti da quei sussurri. In crescendo il rumore aumenta, non si capisce da dove venga…come una turbine ci avvolge. Sono in piedi come in preda ad uno strano sogno, guardo in alto tra le chiome degli alberi cercando qualcuno, una fonte da cui provengano quelle maledette voci… “Fuggono alle grotte…Possono sentirci…No arrivano… sono solo in quattro, sono sull’entrata…”

Frasi sconnesse, quasi ipnotiche risuonano per la radura. Cerco di voltarmi verso gli altri ma non riesco a muovermi, mi gira la testa… sto per perdere i sensi…

 

«Ma dove diavolo ti eri cacciata?! Ti sto aspettando già da mezz’ora…mezz’ora...hai idea di che significa fare aspettare lo Squalo,eh?»

«Perdonami Joe...sono stata trattenuta…» mi avvicino al tipo in giacca di pelle; tira l’ultima boccata di fumo dalla sua cicca poi mi viene incontro, cingendomi con le braccia  la vita. È notte fonda, le luci gialle dei lampioni illuminano a malapena il suo viso, ha i lineamenti dolci, sebbene si atteggi a cattivo ragazzo…non sarà difficile convincerlo a fare il colpo.

«Bhè…spero che l’attesa valga la candela...» esclama mentre cerca di baciarmi.

«…dipende da quanto desideri diventare ricco…»

Si ferma a pochi centimetri dalle mie labbra e mi guarda con un nuovo luccichio negli occhi.

«Vedo che ho catturato la tua attenzione…ti dice niente National Bank?» gli dico indicando l’insegna luminosa dall’altro lato della strada.

«Quella National Bank?...Non farmi ridere! Tu avresti intenzione di svaligiare quella banca?! » sghignazza incredulo.

«Ci servirà qualcosa di più del tuo bel culetto per fare centro…» Esclama  scendendo con una mano lungo i miei fianchi.

«Bhè…in me c’è più di quanto credi…» con un gesto rapido sollevo un lembo della camicia scoprendo una pistola infilata nei jeans.

«Però…dove sei stata tutto questo tempo? Di donne così non se ne trovano in giro…parola mia…»

«Allora? Ci stai?» taglio corto assumendo un’aria minacciosa.

«Non lo so…ho in ballo un’altra faccenda coi ragazzi…un colpo meno rischioso di questo…» lo sapevo.

Merda, devo convincerlo….Kate, fatti venire un’idea…

«E i ragazzi possono darti quello che ti do io?» esclamo guardandolo maliziosamente negli occhi prima di cominciare a baciarlo avidamente.

È fatta.

 

«Vieni via di qui…» sento la voce di Sawyer e tutto a un tratto mi ritrovo faccia a terra sotto di lui.

Le voci sono cessate e con loro il mio mal di testa.

Mi rialzo lentamente.

«Hai sentito anche tu?» esclamo guardando Sawyer negli occhi e capisco che non sono impazzita.

«Andiamo via…ci sono già passato di qui e non piace affatto questo posto…» dice riprendendo lesto a camminare verso la jungla.

Dove diavolo siamo finiti?

 

mercoledì, 07 giugno 2006

postato da JamesSawyerFord | commenti (3)

Ho perso il conto delle ore, non so da quanto camminiamo in questi cunicoli metallici senza arrivare mai a uno svincolo, sembra tutto terribilmente dritto, se questi corridoi curvano lo fanno in maniera talmente impercettibile che non riesco ad accorgermene.
Il rumore di passi alle nostre spalle è svanito, forse i nostri inseguitori si sono dati per vinti, convinti che tanto io e mangia riso saremmo morti qui dentro, incapaci di uscirne.
All’improvviso un tonfo, un rumore, come qualcosa che cade contro una parete metallica, ci blocchiamo guardando dietro di noi, poi avanti: nulla.
Il rumore si ripete una, due tre volte, poi un fischio, un fischio assordante e insopportabile che rimbomba tra i cunicoli seguito dal suono di ingranaggi in movimento.
“Di qua!” urlo iniziando a correre.
Cazzo! Ma in questa dannata isola c’è sempre qualcosa pronto a farti fuori? Uomini, macchine, e poi cosa, mostri mangia uomini modello Nessie che inizieranno a sbucare da ogni dove cibandosi dei miei simpatici compagni sopravvissuti? Che se li mangino pure.
Corriamo, corriamo ma il rumore non si affievolisce e ad un certo punto le pareti iniziano a tremare; accelero e pochi minuti dopo il cunicolo finisce e mi ritrovo in una stanza circolare, con altri sei cunicoli che si dipartono da ogni lato.
Sopra ognuna delle entrare dei cunicoli una luce, sul soffitto una lampada al neon che ha visto tempo migliori, spenta, Jin le dà un colpo e la lampada si accende illuminando il pavimento su cui giace disteso: Locke.
 
La testa mi fa un male cane all’altezza della nuca. Provo ad aprire gli occhi ma non succede nulla, rimane tutto buio, e ci vogliono una manciata di secondi perché io realizzi che qualcuno mi ha bendato. Le mie mani sono legate dietro la schiena, e da quel poco che riesco a capire sono seduto, con le mie gambe ammanettate a quelle della sedia.
“Qualcuno si è svegliato…” risuona una voce rimbombando nella stanza in cui mi trovo “Signor Ford, bentornato nel mondo dei vivi…”
“Chi cazzo siete?” tuono e in risposta ricevo un vigoroso ceffone in faccia, pochi istanti dopo qualcuno mi toglie la benda.
Apro gli occhi ma luce è troppo forte e li richiudo all’istante, poi inizio ad abituarmi e mi guardo intorno: un tugurio.
Una vecchia stanza malandata e maleodorante, illuminata da lampade al neon che funzionano male, io sono al centro incatenato alla sedia, davanti a me quattro uomini, uno dei quali è vestito in completo scuro e cravatta.
“Non mi riconosce? Forse non ci siamo mai presentati…Cassidy Higgins…!” dice l’uomo vestito elegantemente, “Ma forse il mio nome non le dice nulla…forse ricorda meglio quello di mia moglie…Melissa Fishcars?” conclude con tono minaccioso.
 
“Questo idiota non si sveglia…!” sbotto prendendo Locke a sberle per cercare di fargli riprendere conoscenza. I rumori nei cunicoli non si sentono più ma non è che l’idea di starmene qua sotto ancora molto a lungo mi elettrizzi…ma Mastro Lindo qui non sembra avere intenzione di aprire gli occhi…
Fanculo, lo dobbiamo trascinare in qualche modo.
“Hey muso giallo prendigli i piedi!” sbotto rivolto al mio compagno di fuga.
Lui mi fissa stralunato.
“I piedi! Quelle cose che usi per camminare hai presente?” continuo indicando i piedi di Locke.
Lui sorride e inizia a dire qualcosa in giapponese, cinese, coreano, che cazzo di lingua è la sua…
Gli prende finalmente i piedi mentre io sollevo il nostro vecchio caro amico palla da bowling per le braccia.
Ma cosa mi è saltato in mente, potevo mica decidere di lasciarlo lì…
Arranchiamo, arranchiamo per un’eternità lungo i cunicoli, già era difficile prima con la spalla che fa un male cane per il proiettile, ora è ancora peggio.
All’improvviso sento un soffio di vento…mi giro lasciando cadere Locke a terra e corro fino ad arrivare ad una porta, la spalanco a fatica mentre Jin urla qualcosa. Alla fine cede e si apre rumorosamente, davanti a noi una visione: la giungla che odio così tanto.
 
Mi sveglio tossendo, ad ogni colpo di tosse fa male, male ovunque, sta piovedo, sono bagnato fradicio e sento le gocce di pioggia battere con forza su ogni centimetro del mio corpo.
Sono disteso a terra in mezzo al fango e non ricordo perché…Cassidy…cassidy Fishacars…adesso ricordo…mi sono scopato sua moglie e non l’ha presa troppo bene.
Lui e le sue Iene mi hanno riempito di pugni, facile prendersela con qualcuno che è legato a una sedia.
Non mi hanno fatto fuori però…per qualche strana ragione quando ho perso i sensi devono avermi caricato da qualche parte e abbandonato chissà dove.
Respiro. Cazzo fa male.
All’improvviso sento dei passi e una voce.
“O mio Dio sta bene?” è una donna che si accuccia al mio fianco.
“Non si muova è ferito, chiamo un’ambulanza…” dice tirando fuori il cellulare.
Sono un diavolo bastardo, ma qualche angelo che mi salva il culo lo trovo sempre a quanto pare…
 
Abbiamo camminato nella giungla per altre due ore…due ore prima di sentire delle voci, ancora, ancora delle voci.
Ma questa volta non sono sussurri, non sono gli altri, qualcuno sta parlando, sta urlando, una donna e poi un uomo…
“Jaaaaaaaaaaack!” risuona la voce.
Le foglie si muovono all’improvviso eccolo, il nostro eroe senza macchia e senza paura: Jack.
Si volta e rimane sbigottito nel vedermi.
“Sawyer?” esclama
“Hey Superman dove te ne vai a zonzo per la giungla? Felice di rivedermi?” gli dico abbandonando ancora una volta Locke per terra. Mastro Lindo non ha intenzione di svegliarsi…
“Cosa gli è successo? Dove diavolo l’avete trovato?” esclama il dottore correndo per accucciarsi accanto a Locke.
“Una domanda alla volta…” dico mentre le foglie davanti a noi si muovono ancora “Jack aspett…” dalla vegetazione esce Kate, con il fiatone, accaldata probabilmente per una corsa.
“Sawyer…” esclama vedendomi con un’espressione sconvolta in viso.
“Dobbiamo portarlo alle grotte, e voi due dovete spiegarci un po’ di cose!” tuona il dottore alzandosi in piedi.
“Agli ordini Doc…come sempre no?” rispondo io.
Jin e Jack si caricano Locke ed iniziano a camminare nella giungla.
“Cosa è successo?” mi chiede Kate avvicinandosi.
“Sai Lentiggini preferirei dirtelo in un altro momento senza offesa ma ho una cazzo di ferita alla spalla che mi sta ammazzando da non so quanti giorni e sono appena uscito dal simpatico labirinto di Alice nel paese delle Meraviglie…è un problema per te?” le rispondo iniziando a camminare.
“Labirinto?” ripete lei correndo per raggiungermi.
“Un fottuto intrico di cunicoli bellezza, pieno di rumori e di chissà cos’altro, tu e il Dottor Superman magari prima o poi potreste andare a farci un giro…è divertente se non ti ci perdi dentro rischiando magari di rimanerci…” continuo.
“E’ lì che avete trovate Locke?” aggiunge.
“Esatto…disteso e pacifico si riposava sul pavimento…” continuo.
“Jack vorrà delle spiegazioni Sawyer…” commenta lei, mentre mi fermo di scatto e mi giro per guardarla.
“Ho un’idea abbastanza precisa su dove se le può mettere le sue spiegazioni Lentiggini…” esclamo prima di rimettermi a camminare.

 

martedì, 06 giugno 2006

postato da JackShepard | commenti (7)

"Abbiamo aperto quella botola..." inizio a gran voce reggendo una fiaccola in mano "...ma ancora non sappiamo che cosa ci sia dentro..." il vociare di tutti i presenti si fa più forte, lancio quindi un'occhiata a Kate che mi guarda titubante "...dobbiamo fare del nostro meglio e restare  uniti, uniti per sopravvivere..." aggiungo per cercare di colpire anchi chi, come Locke, non è molto d'accordo su quello che sto dicendo. E così in un attimo, come un fulmine a ciel sereno, fra la folla, mi pare di riconoscere qualcuno che non mi sembra vero possa essere lì. I miei tratti deformati dallo sgomento, e la mia paura, vengono facilmente intuiti da Kate che mi raggiunge "E' tutto ok?" domanda "Candice..." riesco solo a mormorare. Strizzo gli occhi, li riapro a fatica ma l'unica cosa che sembro riuscire a vedere ora è il buio. Sono svenuto.

A grandi passi falcavo la camera mortuaria del 6° piano. L'autopsia era fissata per le 14.30. Guardai il grande orologio a parete che ad ogni corridoio, scandiva sordo il tempo. Le 14.15, in perfetto orario. Veloce, mi avviavo verso la sala. Un sorriso stentato del personale mi accompagnava ogni volta che qualcuno mi notava. Probabilmente pensavano che mio padre avesse intercesso in mio favore. Li ignoravo e continuavo a camminare. Eccomi, spalancare la porta e raggiungere il medico legale..."Allora?" domandavo incerto "Siamo pronti?" l'anziano dottore mi squadrò da capo e piedi e fece "Faccio questo lavoro da oltre 20 anni, non ho bisogno dell'aiuto di un arrivista figlio di papà, se ne vada e mi lasci in pace...questa donna è morta." Immobile, senza riuscire a dire una parola, guardai con disprezzo, e forse anche con rabbia il dottore e me ne andai. Ancora una volta, essere figlio di Christian Shepard aveva il suo prezzo...prezzo che non avevo intenzione di pagare. Di nuovo.

Aria. Mi alzo e respiro a pieni polmoni, ansimando. "Jack, va tutto bene!" mi dice Kate per rassicurarmi "Dov'è Locke?" chiedo preoccupato "Non ne ho idea perchè..." mi domanda accigliata "Dobbiamo fermarlo!" dico alzandomi "Quel maniaco vorrà sicuramente scendere giù nella botola" lancio così un'occhiata a Sayid "Le pistole..." gli dico ansioso, mi avvicino a lui "Dove sono quelle dannate pistole Sayid!" urlo a pochi centimetri dal suo viso, lui me ne porge una in silenzio "Che cos'hai intenzione di fare!" mi urla Kate esasperata "Quello che è più giusto per tutti..." non mi fido e controllo i colpi in canna, ci sono tutti. "Io vengo con te..." dice la ragazza. Non ho ne il tempo e ne la forza per impedirglelo. "D'accordo" dico guardandomi intorno e ripetendo nella mia testa <E' stato solo un incubo Jack, un incubo>

 

"E' stato solo un incubo Jack" disse mia madre dolcemente "Ora dormi piccolo mio...". Un bacio e poi di nuovo il buio. "E' stato solo un incubo Jack, un incubo..." mi ripeto quasi per convincermi, mi avvolgo sotto le coperte e inizio a piangere "Piangere è da femminuccie!" mi risuonano le parole di mio padre al mio 10° compleanno, quando Enry Finley distrusse il trenino a motore che mi regalò zia Janice "Vuoi essere uno di quegli schifosi finocchi?" mi urlava contro ancora duramente... "Non devo piangere, non sono un finocchio..." mormoravo fra i singhiozzi e le lacrime, poi alcuni passi...devo fare silenzio o mio padre mi picchierà. Di nuovo.

 

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